Buche, dossi, pedoni incivili e slalom tra le auto: l'odissea del ciclista barese per raggiungere il centro

Antonio Maiorano, residente del quartiere Marconi, ci racconta cosa manca a Bari per essere davvero 'città ciclabile', in un viaggio fotografico tra le problematiche incontrate quotidianamente

I dossi creati dalle radici sulla ciclabile di corso Vittorio Veneto

Dopo i monopattini elettrici a noleggio, anche le bici potrebbero rientrare nei prossimi mesi nel piano di mobilità sostenibile del Comune di Bari. Ma a questa 'rivoluzione dolce' la città è davvero pronta? Per capirlo, abbiamo chiesto lumi ad Antonio Maiorano, residente del quartiere Marconi che, complice il bel tempo, quotidianamente imbraccia la sua due ruote per raggiungere da casa il centro Murattiano, immedesimandoci così nell'esperienza del cittadino comune che usufrirà del servizio.

"Servono altre piste ciclabili"

Il primo aspetto che fa notare il ciclista, è che sussistono sul percorso, diverse strade ampiamente utilizzate da chi utilizza le due ruote, ma che ad oggi non prevedono una ciclabile. Un esempio? "Viale di Maratona, strada ad alto scorrimento percorsa anche dai camion - ricorda - su cui si concentra il flusso di ciclisti anche nel periodo della Fiera del Levante". Non va meglio a San Girolamo, dove l'unico tratto effettivamente ciclabile è quello del nuovo waterfront, "ma in tanti accedono dal ponte di via van Van Westerhout- ricorda Maiorano - dove l'asfalto è dissestato e i mezzi a motore sfrecciano". E a ricordarlo c'è la bicicletta bianca lasciata dalle associazioni in memoria di Vincenzo Memola, 57enne ucciso da un pirata della strada nel 2014.

Un'altra zona da attenzionare è poi quella di via Napoli. "Altra strada a traffico intenso e con mezzi pesanti - prosegue nel suo tour - sui cui spesso si sbuca venendo dalla pineta a San Girolamo dopo aver attraversato via Pietro Mascagni. Assurdo che non sia stata ancora realizzata una corsia dedicata ai ciclisti dopo tanti anni. Ogni volta che la si percorre bisogna farsi il segno della croce, visti i camion che occupano la carreggiata". E il ricordo va al 76enne travolto e ucciso da un mezzo pesante un anno fa mentre accedeva a una stazione di servizio. Stesso discorso per l'estramurale Capruzzi: anche qui ancora nessuna pista ciclabile realizzata, eppure il numero di persone che la percorre in bici è sempre elevato. E sono costretti, a differenza di via Napoli, a fare i conti con la mancanza di uno spartitraffico centrale e con il restringimento di una carreggiata per i lavori sul sottovia della stazione.

Corsie ciclabili con dossi e buche

Analizzato quello che c'è da fare, vediamo invece la situazione di ciò che è stato già realizzato. "Dal quartiere Marconi la prima pista che si incontra è quella di corso Vittorio Veneto che collega il centro al lungomare Starita - spiega il ciclista - ma qui bisogna fare attenzione ai dossi e alle buche create dalle radici degli alberi messi a dimora al centro e ai lati delle due corsie". In alcuni casi si tratta di avallamenti importanti, che si ripetono sull'asfalto colorato di rosso. Meglio prestare attenzione al pavimento, soprattutto quando si percorre la zona vicina al Cus. "Da stamattina sono partiti i lavori per la ciclabile 'light' anche in zona San Cataldo - ricorda il ciclista - ma questo tipo di soluzione continua a infondermi un senso di insicurezza, vista la mancanza di una barriera protettiva per chi la percorre in bici. Senza dimenticare il pericolo degli sportelli aperti all'improvviso dagli automobilisti parcheggiati ai lati".

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Una volta raggiunto il quartiere Libertà, abbiamo invece la ciclabile di corso Mazzini, che alla fine si ricongiunge con la pista 'light' di recente realizzazione in corso Vittorio Emanuele. Qui bisogna fare i conti anche con i pedoni: "Nonostante ci sia un marciapiede a loro dedicato - lamenta Maiorano - quasi tutti camminano sul tratto riservato ai ciclisti, con conseguenti rallentamenti. E si viene pure mandati a quel paese se glielo si fa notare". Anche qui, bisogna stare attenti ai tombini, che in alcuni casi creano delle pericolose buche sull'asfalto. Insomma, per la Bari ciclabile ancora qualche passo va fatto, nella speranza che quando il servizio di noleggio bici sarà attivo, tutte le principali arterie di scorrimento avranno la loro corsia dedicata alle bici; vero incentivo per i baresi a lasciare l'auto a casa e a pensare a un'alternativa ecosostenibile.

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