Il Policlinico? Non a misura di disabile: "Eliminati i parcheggi riservati al Cup e barriere architettoniche ovunque"

La denuncia di Gianni Romito, presidente delle associazioni HBARI 2003, APATE e Volare Più in Alto. E chiede un incontro urgente con il Comune

Aree sosta per disabili eliminate vicino al Cup del Policlinico. Obbligando le persone con ridotta mobilità a  "parcheggiare nei pressi del reparto di oculistica, cioè a considerevole distanza dal centro prenotazioni". A denunciare la situazione è Gianni Romito, presidente delle associazioni HBARI 2003 e APATE, e Ivo Castaldo, presidente di Volare Più in Alto . Quello dei mancati parcheggi non è l'unico problema riscontrato tra i viali dell'ospedale barese: "A questo si aggiunge il capotico posizionamento di transenne e barriere spartitraffico che impediscono il passaggio non solo alle carrozzine per disabili, ma anche alle mamme con passeggini, per non parlare delle persone non vedenti o ipovedenti" proseguono i due..

Le barriere architettoniche, insomma, si sprecano, dalle strade e marciapiedi in condizioni pietose - "pertanto è necessario parcheggiare molto distante da cliniche come l’Unità Spinale o il padiglione Asclepio che sono siti fondamentali e molto frequentati da persone mielolese" - agli archetti di ferro installati per impedire ai possessori dei motori di poter circolare liberamente all’interno del nosocomio barese, che in realtà bloccano anche le carrozzine delle persone con disabilità.

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E non è finita qui: alla situazione della mobilità, va poi aggiunta la disposizione per la quale una persona disabile non può usufruire della precedenza nell’accesso agli uffici del CUP se la richiesta non riguarda sé stesso. "Infatti se il disabile è un capo famiglia che chiede di prenotare un servizio per una persona del suo nucleo familiare - la denuncia -, peraltro col suo stesso cognome, si vede rimandato indietro dal personale allo sportello". Incongruenze di un sistema che le persone con disabilità vorrebbero ora risolvere e per questo chiedono un incontro con il Comune di Bari. "I nostri amministratori, nonché i dirigenti del Policlinico barese, sono coscienti di cosa significhi il termine “disabilità”? - concludono Romito e Castaldo - Di quale sofferenza si possa provocare in una persona in difficoltà con una semplice disposizione che ne limiti la libertà esercitare le funzioni di libero cittadino?".

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