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Cronaca Libertà / Corso Vittorio Veneto

Verde 'invadente', rifiuti e asfalto rovinato: corso Vittorio Veneto non è più 'ciclabile'

Il tratto riservato a bici e pedoni che dal liceo Flacco conduce al Cus è in stato di abbandono: non mancano arredi urbani in pendenza e cattivi odori

Asfalto sollevato, buche, verde 'invadente', rifiuti, persino vegetazione bruciata: non è facile la vita per il ciclista e il pedone che vuole percorrere in bici la pista di corso Vittorio Veneto, 'tres d'union' tra il quartiere Murat e San Girolamo. Il tratto sicuramente più 'complesso' è quello che parte dal liceo Flacco e arriva fino al Cus, senza mancare di riservare sorprese (sgradite). 

Vegetazione non manutenuta

Non appena iniziamo il nostro viaggio di fronte all'istituto classico subito si frappone sulla via il primo ostacolo: un'enorme pianta che blocca con le sue foglie il passaggio. Non si tratta di un caso unico sul percorso verso San Girolamo. Tante volte, infatti, dovremo abbassare la testa per evitare le tante piante non ancora potate dalla Multiservizi. In altri casi, invece, c'è chi ha pensato di risolvere da solo il problema con il fuoco: sull'asfalto troviamo mucchietti di ago di pino bruciati e lasciati lì, in attesa che il vento se li porti via. Non mancano poi arbusti vari staccati dagli alberi abbandonati sulla pista ciclabile e nelle aiuole circostanti.

Verde non curato, asfalto rovinato, rifiuti: i problemi della pista ciclabile di corso Vittorio Veneto

Rifiuti e cattivi odori

E non si tratta degli unici 'ospiti indesiderati' delle aree verdi. Tra il marrone del terriccio non è difficile scorgere rifiuti di ogni tipo: dalle cartacce ai pacchetti di sigarette, passando per buste di plastica, bottiglie di vetro e ogni altro genere di piccolo rifiuto. Chi attraversa in bici la zona deve stare poi attento all'asfalto: le radici degli alberi hanno rovinato in più punti il manto stradale e se i più fortunati rischiano di forare, in alcuni casi dossi e buche mettono in pericolo anche la salute del ciclista. Non Anche chi si muove a piedi, poi, è costretto a fare i conti con i cattivi odori provenienti dagli stagni al di là della recinzione del porto, che soprattutto in questo periodo estivo sono forti, vista la presenza di rifiuti abbandonati in acqua da turisti e operatori portuali. Senza contare poi le mattonelle e i pezzi di muratura distaccatisi e rimasti sul pavimento senza essere rimossi.

Arredi urbani 'in pendenza'

Chiudiamo questo nostro viaggio sulla pista ciclabile - prolungamento di quella originariamente costruita per i "Giochi del Mediterraneo" del 1997 - con uno sguardo agli arredi urbani. Tra questi non mancano i pali della luce, che in alcuni casi sono pericolosamente in pendenza. Un problema sicuramente già sollevato in passato, come dimostrano i nastri di delimitazione bianchi e rossi, di cui però ora rimangono solo i resti strappati e svolazzanti per la forte brezza di questi giorni. 

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