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Tirocini-sfruttamento, lezioni annullate e aule mancanti: le criticità della Scuola di medicina

Il racconto di Nicola Parisi, rappresentante degli studenti delle professioni sanitarie per 'Studenti per' e 'Ops'. "Ci è stato negato anche il rimborso per i tirocini" racconta

Tirocini estenuanti, lezioni annullate senza avvisare e aule troppo piccole per ospitare le lezioni. A Bari riuscire a laurearsi nelle professioni sanitarie a volte può diventare un'impresa molto difficile. Quali difficoltà incontrano oggi gli studenti che frequentano la Scuola di Medicina al Policlinico? Ce lo siamo fatti spiegare da uno degli iscritti; Nicola Parisi, rappresentante degli studenti delle professioni sanitarie per le associazioni 'Studenti per' e 'Ops-'Obiettivo Professioni Sanitarie'.

"Tirocini al limite dello sfruttamento"

Una delle prime criticità segnalate dagli studenti è lo svolgimento dei tirocini, tappa obbligata nella carriera universitaria degli iscritti alla Scuola di Medicina. Un sistema che però porta i ragazzi ad essere alienati, come spiegano, perché si passano circa 10 ore in ospedale, tra lezioni e 'pratica'. "E’ difficile per noi studenti delle professioni sanitarie - racconta Parisi - costruire, in maniera autonoma, una propria formazione consapevole-critica rispetto a quello che apprendiamo, impossibile ritagliare il nostro tempo libero  per lo sviluppo dei  bisogni e aspirazioni di noi giovani ventenni. 

Il tirocinio diventa un lavoro vero e proprio, visto che i ragazzi assistono direttamente i pazienti nei reparti, senza prima impratichirsi su manichini. E talvolta, come denunciano le associazioni, qualcuno se ne approfitta, utilizzando i ragazzi per coprire i buchi di organico dell'asl e costringendoli a seguire la turnazione lavorativa degli altri dipendenti, lavorando anche nei festivi.  "Per non parlare - spiega Parisi - di alcune forme di soprusi da parte di alcuni direttori delle attività professionalizzanti, che obbligano gli studenti a dover fare ore in più di attività pratiche arrivando anche a sottrarre le ore di tirocinio regolarmente svolte e registrate solo per meri errori di grafia".

Nessun rimborso per i tirocini

Per porre un freno a questi comportamenti, le associazioni hanno richiesto alla Scuola di medicina un regolamento unico di tirocinio, oltre ad una calendarizzazione calendarizzazione migliore delle attività. E sfortunatamente il tempo impiegato nella pratica non viene neanche ripagato economicamente, come avviene invece per gli altri corsi di laurea. Agli iscritti, infatti, non è permesso l'accesso al bando di 'l’assegnazione di contribuiti finanziari agli studenti per lo svolgimento di tirocini curriculari', che garantisce un guadagno di 400 euro per un massimo di tre mesi. Una possibilità negata agli studenti delle professioni sanitarie. Eppure si arriva a passare in reparto fino a 1800 ore in tre anni. 

Lezioni annullate e aule piccole

Anche la didattica, però, presenta le sue problematiche non da poco. A partire dalle lezioni e dagli esami annullati senza che i docenti avvisino gli studenti. "Si creano così innumerevoli disagi - precisa Parisi - soprattutto ai pendolari e ai lavoratori.  L’improvviso l’annullamento delle date degli appelli d’esami causano numerosissimi disagi nella carriera accademica".

E quando invece le lezioni si tengono, è difficile anche seguirle. Per alcuni corsi di laurea, infatti, non esistono aule o sono insufficienti per una corretta didattica. "Siamo costretti a errare per il Policlinico - lamentano -, ad elemosinare aule che molto spesso non vengono concesse o siamo costretti a portarci da casa pc o videoproiettori perché le aule non sono fornite della strumentazione necessaria per le attività didattiche". Anche in questo caso sono state fatte delle richieste precise all'Università, ovvero una casella di posta elettronica per segnalare i docenti scorretti e una calendarizzazione delle aule per gli studenti dei corsi di laurea triennali delle professioni sanitarie. Una distinzione obbligatoria, visto che "nei corsi di laurea magistrale a ciclo unico gli studenti di ogni anno e canale hanno una precisa aula di riferimento". Insomma, per il futuro si chiede l'eliminazione di distinzioni tra studenti 'di serie a' e 'di serie b'. Una situazione che l'Università barese non si può permettere. 

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