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Processo al clan Di Cosola, chieste sessanta condanne

Tra le richieste avanzate dal pm nell'ambito dell'operazione 'Pilastro', anche la richiesta di ergastolo per Antonio Battista, ritenuto il mandante dell'assassinio di Giuseppe Mizzi, ucciso per errore a Carbonara nel marzo 2011

Sono sessanta le condanne chieste dal pm della Procura di Bari Federico Perrone Capano per altrettanti presunti affiliati al clan Di Cosola imputati nel processo 'Pilastro'. Le pene chieste vanno dai sei mesi di reclusione all'ergastolo, per le accuse, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, traffico di droga e armi.

Tra gli ergastoli chiesti c'è quello per il boss Antonio Battista, ritenuto mandante dell'omicidio di Giuseppe Mizzi, l'uomo ucciso per errore a Carbonara nel marzo 2011. La posizione di Battista, inizialmente archiviata dalla Procura di Bari, è stata invece riesaminata alla luce delle dichiarazioni della moglie di Battista, Lucia Masella, e dello zio, il capoclan Antonio Di Cosola, diventati nel frattempo collaboratori di giustizia. Per l'omicidio di Mizzi sono già stati condannati con rito abbreviato in secondo grado i presunti esecutori materiali, Emanuele Fiorentino a 20 anni di reclusione e Edoardo Bove a 13 anni e quattro mesi; il processo pende attualmente in Cassazione. 

Nel processo sono parti civili i famigliari di Mizzi, due imprese edili e l'Ance Bari e Bat.
 

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