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Cronaca

Attivisti di CasaPound a processo: presidio delle associazioni antifasciste in Procura a Bari

I fatti contestati riguardano l'aggressione ai manifestanti antifascisti dopo la manifestazione del 21 settembre 2018 a Bari. In occasione della nuova udienza del processo, organizzato un sit-in. Presente anche una rappresentanza dell'Osservatorio regionale sui neofascismi, coordinato da Antonella Morga

E' ripreso oggi a Bari il processo agli attivisti di CasaPound, accusati dell'aggressione e delle violenze avvenute a Bari contro manifestanti antifascisti in corteo il 21 settembre del 2018. In concomitanza con l'udienza, davanti al palazzo della Procura e del tribunale in via Dioguardi si è tenuto un presidio organizzato dalle associazioni e organizzazioni antifasciste pugliesi. 

Nel processo la Regione Puglia si è costituita parte civile insieme all'Anpi (associazione nazionale partigiani d'Italia) e al Comune di Bari. Presente al presidio anche una rappresentanza dell'Osservatorio regionale sui neofascismi, coordinato da Antonella Morga. "L'azione incisiva di tutte le organizzazioni ed associazioni antifasciste pugliesi - si legge in una nota dell'osservatorio - ha portato alla chiusura ed al sequestro della sede di CasaPound a Bari". L'Osservatorio ha già chiesto e continua a chiedere "lo scioglimento delle formazioni e delle organizzazioni che si richiamano al disciolto partito fascista".

"Bene facciamo insieme alle associazioni antifasciste pugliesi e all’Osservatorio regionale sui neofascismi, a tenere alta l’attenzione sul processo in corso a Bari contro militanti di Casapound accusati di violenze messe in atto in città nel 2018 a danno di persone che avevano partecipato a una manifestazione contro il razzismo - ha commentato il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo - Non un episodio isolato quello di Bari da parte di chi intende la militanza politica come sopraffazione e aggressione fisica, di chi incita alla xenofobia e alimenta odio verso soggetti della rappresentanza sociale e istituzioni democratiche. Ne sa qualcosa la Cgil che ha visto la propria sede nazionale attaccata e devastata a ottobre in un assalto squadrista capeggiato da un altro aggregato neofascista. La politica non ha avuto finora coraggio e forza per applicare le leggi dello Stato e sciogliere queste organizzazioni, e una spinta può venire dalle sentenze di tribunali che - nell’ipotesi accusatoria della Procura di Bari - violano la norma sulla ricostituzione di partiti che si richiamano al fascismo e fanno della violenza la propria cifra politica. La Cgil insieme alle associazioni continuerà a chiederne la messa al bando e a farsi promotrice di iniziative di sensibilizzazione e di diffusione di storia e cultura antifascista, quella che è fondamento della nostra Costituzione e della nostra democrazia".

(foto Fb Arci: un precedente presidio organizzato in occasione della prima udienza, nel dicembre 2020)


 

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