Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

Banca Popolare di Bari, parte il processo sui presunti reati di false comunicazioni sociali e ostacolo alla vigilanza

La prima udienza si è tenuta questa mattina alla Fiera del Levante, per necessità di spazio. Tra le parti offese ci sono la Consob e la Banca d'Italia, ma anche l'Unione nazionale consumatori vorrebbe costituirsi parte civile

Al via il processo sui presunti reati di false comunicazioni sociali e ostacolo alla vigilanza per Banca Popolare di Bari. La prima udienza del Tribunale penale di Bari, che vede come imputati alcuni ex manager della Banca popolare di Bari (l'ex condirettore generale Gianluca Jacobini, Nicola Loperfido, già responsabile direzione Business, e Giuseppe Marella, già responsabile Internal Audit), si è tenuta all'interno della Fiera del Levante per motivi di spazio. Lo riporta l'Agenzia AdnKronos.

L’istituto bancario, che rispondeva di violazione del decreto legislativo 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti, ha patteggiato nei mesi scorsi una sanzione pecuniaria di 240 mila euro ma resta nel processo in qualità di responsabile civile. Si tratta di un filone di indagine quello delle cosiddette 'operazioni baciate', diverso da quello principale relativo al crack della banca. Si tratta di concessioni di un mutuo, di un finanziamento, di una linea di credito a condizione che, con una parte di quella liquidità, vengano comprate delle azioni. Un meccanismo simile a quello emerso nell’ambito delle inchieste sulle banche venete.

Tra le parti offese ci sono la Consob e la Banca d'Italia. Oggi doveva iniziare l’istruttoria dibattimentale ma sono state acquisite le richieste di costituzione di parte civile da parte dell’Unione nazionale consumatori. Poi il Tribunale ha rinviato l’udienza al 18 gennaio con sospensione dei termini di sospensione ai fini della prescrizione. La richiesta di Unc presentata oggi a tutela di altri risparmiatori è stata ammessa. Tra le parti civili già costituite, prima dell'udienza odierna, oltre 1.500 risparmiatori tutelati da altre associazioni. Con quelle di oggi si è raggiunto la quota di 2.000. Entro il 18 gennaio saranno valutate le richieste le costituzioni di parte civile presentate oggi e verrà presa la decisione se ammetterle o meno. Fino a quel giorno sarà possibile presentare la costituzione di parte civile anche da parte di altre persone che si ritengono danneggiate.

A emettere il decreto che dispone il giudizio è stato il giudice per le udienze preliminari Marco Galesi. L’accusa è rappresentata dal procuratore Roberto Rossi e dai sostituti Federico Perrone Capano e Savina Toscani. C'è stata anche richiesta di costituzione come parte civile da parte dell'Unione nazionale consumatori: "Ci costituiamo parte civile sia come associazione di consumatori sia nell'interesse di numerosi azionisti" spiega l'avvocato Corrado Canafoglia, responsabile nazionale dell'ufficio legale dell'Unione nazionale consumatori, che insieme all’avvocato Antonio Calvani, delegato dell’Unione Nazionale Consumatori della Puglia per le crisi bancarie, l'avvocato Ennio Cerio di Campobasso e l'avvocato Valentina Greco di Roma, assiste i risparmiatori nel processo penale a carico dei vertici della Popolare di Bari. "Il nostro obiettivo - prosegue - è quello di chiudere velocemente il processo al fine di vedere assicurato quanto prima agli azionisti costituiti come parte civile il giusto ristoro per il danno subito a seguito dell'azzeramento delle proprie azioni. E, comunque, incredibile come su circa 60.000 azionisti soltanto il 4% sia oggi qui a difendere i propri interessi. Non so se sia rassegnazione o mancanza di fiducia nelle istituzioni" conclude Canafoglia.

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