Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Rivolta al Cara, scarcerati tredici imputati. A marzo la prima udienza

Tra di essi, anche uno dei presunti capi della rivolta, ora agli arresti domiciliari presso il centro di accoglienza. L'inizio del processo rinviato al 2 marzo a causa del cambio del giudice competente

Sono tornati in libertà in attesa dell'inizio del processo tredici dei trentatré cittadini extracomunitari detenuti per la rivolta del primo agosto 2011 nel Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA) di Palese. La scarcerazione, chiesta dai difensori, è stata accolta dal gip Giovanni Abattista con parere favorevole della Procura di Bari.

Per dodici degli imputati tornati in libertà è stato disposto l'obbligo di dimora presso il CARA, mentre all'altro cittadino extracomunitario scarcerato,  il 35enne libico Idris Mohamed, considerato uno dei presunti capi della rivolta, sono stati concessi gli arresti domiciliari presso la stessa struttura. Resta invece in carcere l'altro presunto organizzatore dei disordini, il Mohamed Osman, 30 anni, proveniente dal Mali. Ancora in carcere anche altri venti imputati, tutti nordafricani, per i quali tuttavia è stata già avanzata istanza di scarcerazione.

Intanto la prima udienza del processo, che vede imputati in tutto 45 extracomuniati e che avrebbe dovuto celebrarsi il 10 febbraio, è stata rinviata al prossimo 2 marzo.  Il giudice monocratico del Tribunale di Bari, Clara Rita Goffredo, davanti al quale è stato disposto il giudizio immediato, si è dichiarato incompetente a giudicare gli imputati, la cui posizione dovrà infatti essere esaminata dalla sezione collegiale perchè il reato più grave, il blocco ferroriario, prevede una condanna fino a 15 anni di carcere.

Nel corso dei disordini dello scorso primo agosto alcuni degli extracomunitari ospitati nel Cara, poi identificati attraverso fotografie e filmati, occuparono la linea ferroviaria Bari-Foggia e bloccarono la statale 16, dando vita anche a sassaiole e scontri con le forze dell'ordine. Tre di loro, uno dei quali mai arrestato perché latitante, sono considerati i capi della rivolta e accusati di istigazione a delinquere finalizzata alla rivolta e minacce ai danni degli ospiti del Cara. Per gli altri 42 le accuse sono violenza e resistenza a pubblico ufficiale aggravate dal numero di persone e dall'uso di armi improprie (spranghe di ferro e sassi), minacce, interruzione di pubblico servizio, danneggiamento seguito da incendio, violenza privata, lesioni personali aggravate, danneggiamento di auto e mezzi pubblici, furto e blocco ferroviario.
 

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