Cronaca

Processo al clan Strisciuglio, condannati 30 affiliati

Le condanne per associazione mafiosa e traffico di droga, inflitte con rito abbreviato, oscillano tra i tre e quindici anni. Il gup ha inoltre ratificato due patteggiamenti della pena e ha assolto tre imputati

Si è concluso con trenta condanne, due patteggiamenti della pena e tre assoluzioni il processo con rito abbreviato per 35 affiliati al clan Strisciuglio, ritenuto il gruppo mafioso egemone del quartiere Libertà.

Le condanne oscillano tra i tre e i 15 anni di reclusione per i reati di associazione mafiosa e traffico di droga. La pena più alta è stata inflitta al pregiudicato Giovanni Raggi: per lui l'accusa è anche quella di aver ferito sua zia, Angela Raggi, imputata nel processo, per una ritorsione dopo l'omicidio di un altro affiliato al clan. Condannati anche i presunti componenti del braccio armato del gruppo criminale: i pregiudicati Giosuè Perrelli e Nicola Moramarco.

Dodici anni di carcere invece per il padre di Giovanni Raggi, Antonio, considerato il cassiere del clan e colui che si occupava dei rifornimenti di droga. Per quanto riguarda il traffico di sostanze stupefacenti, dalle indagini della Dda sarebbe emerso Angela Raggi, organizzatrice delle squadre di spacciatori, condannata a 3 anni e 6 mesi. Alle donne del clan, in generale, era affidata la gestione della contabilità delle attività delittuose e il ruolo di collegamento con i detenuti dell'organizzazione.

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