Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Inchiesta "Domino 2", la Procura chiede il processo per 17 persone

Richiesta di rinvio a giudizio anche per tre avvocati e sei direttori di banca. L'indagine riguarda la costruzione di un campus universitario a Valenzano

Rinvio a giudizio per 17 persone: è questa la richiesta avanzata dalla Procura di bari nell'ambito dell'inchiesta "Domino 2". Per gli imputati le accuse sono di favoreggiamento, riciclaggio, corruzione, rivelazione del segreto d'ufficio ed estorsione, quest'ultima con l'aggravante di aver favorito un'associazione mafiosa.

L'INCHIESTA - L'indagine riguarda la realizzazione di un campus universitario da 3.500 posti letto a Valenzano.  Tra gli imputati che rischiano il processo ci sono anche tre avvocati - l'ex vice presidente della Provincia di Bari Onofrio Sisto (Pd), l'ex consigliere laico di centrosinistra del Csm Gianni Di Cagno, e il docente universitario Giacomo Porcelli - sei direttori di banca, due ex amministratori del Comune di Valenzano - Donato Amoruso, ex vicesindaco, e Vitantonio Leuzzi, ex assessore ai lavori pubblici - e pregiudicati ritenuti vicini a Michele Labellarte, l'imprenditore deceduto nel settembre 2009 e considerato dagli inquirenti il cassiere del clan mafioso Parisi-Labellarte di Bari.

LE ACCUSE - Secondo la Procura i tre avvocati avrebbero favorito Labellarte (in qualità di legali della società Uniedil a lui riconducibile, che aveva acquistato i terreni per il campus, ndr) ad assicurarsi definitivamente parte del profitto di circa sette miliardi di lire rinveniente dal reato di bancarotta fraudolenta e frode fiscale, omettendo la segnalazione delle operazioni sospette all'Uif (Unità di informazione finanziaria). L'ex vicesindaco e l'ex assessore del Comune di Valenzano sono invece accusati di aver agevolato il progetto del Campus in cambio di denaro e altre utilità.Per i sei direttori di banca, invece, l'accusa è quella di aver permesso a Labellarte di aprire conti correnti intestati a prestanome per nascondere la reale titolarità delle somme di denaro. Chiesto il rinvio a giudizio con l'accusa di estorsione per altre tre persone ritenute vicine al clan mafioso capeggiato dal defunto boss di Valenzano Angelo Michele Stramaglia.

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