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Cronaca

Processo escort, Berlusconi in aula si avvale della facoltà di non rispondere

Chiamato a deporre in qualità di testimone, l'ex premier, come preannunciato dai suoi difensori, non ha risposto alle domande dei giudici. Poi ha lasciato il Palagiustizia dribblando i giornalisti. Nessun incontro con Patrizia D'Addario, arrivata proprio mentre l'ex Cav si allontanava

Si è protratta per non più di venti minuti la presenza di Silvio Berlusconi nell'aula del Palagiustizia di Bari per la nuova udienza del 'processo escort'. L'ex premier, chiamato a deporre in qualità di testimone, come avevano preannunciato i suoi legali, si è avvalso della facoltà di non rispondere: una scelta consentita dal fatto di essere imputato, sempre a Bari, in un altro procedimento.

Dopo l'udienza Berlusconi, che non ha concesso l'autorizzazione alle riprese televisive in aula, ha lasciato il Palagiustizia da un'uscita secondaria, dribblando i cronisti che si trovavano all'esterno.

Nessun incontro con Patrizia D'Addario, personaggio chiave del processo, in cui sono imputati l'imprenditore barese Giampaolo Tarantini e altre sei persone. Il procedimento riguarda il presunto giro di escort portate da Tarantini nelle residenze private di Berlusconi, all'epoca in cui questi era presidente del Consiglio.

D'Addario è arrivata mentre Berlusconi lasciava il palazzo di via Nazariantz, e ha riferito di aver fatto tardi di proposito per non incontrare l'ex Cav. Al termine dell'udienza D'Addario ha poi scritto una lettera rivolta proprio all'ex presidente del Consiglio, in cui annuncia, tra l'altro, un film sulla sua storia.  "Io non ho mai preso soldi, né avuto favori. Eppure sono l'unica ad essere ancora infangata e chiamata escort", scrive la donna che invita Berlusconi a dire la verità sulla loro storia "una volta per tutte".

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