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Domenica, 28 Maggio 2023
Cronaca

Fuga di notizie sull'inchiesta tangenti, due assoluzioni nel processo. L'ex dg di Arca Puglia rinviato a giudizio con due imputati

Scagionati dal gup un avvocato e un cancelliere del Tribunale di Bari dal reato di concorso in rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio “per non aver commesso il fatto”. Due gli episodi contestati ai tre imputati

Due assoluzione e tre rinvii a giudizi nel caso della rivelazione dei segreti d'ufficio dell'Arca Puglia. La gup del Tribunale di Bari Anna Perrelli ha assolto l’avvocato Massimo Roberto Chiusolo e il cancelliere del Tribunale di Bari Francesco Bruno dal reato di concorso in rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio “per non aver commesso il fatto”. Dopo l'udienza preliminare, invece, la gup ha rinviato a giudizio l’avvocato Fabio Mesto, l’ex direttore generale di Arca Puglia Sabino Lupelli e la cancelliera Teresa Antonicelli, per i reati di corruzione in atti giudiziari, rivelazione di segreti d’ufficio e accesso abusivo al sistema informatico. Saranno ascoltati il prossimo 4 ottobre.

Due le vicende contestate dalle pm Savina Toscani, legate ad altrettante presunte fughe di notizie nell’ambito dell’inchiesta che la Procura aveva all’epoca in corso a carico di Lupelli su presunte tangenti in cambio di appalti per le case popolari. Nella prima, risalente al luglio 2017, il cancelliere Bruno, addetto alla segreteria del gip al quale la Procura aveva trasmesso richiesta di autorizzazione alla proroga delle indagini per Lupelli, all’epoca difeso da Chiusolo e Mesto, era accusato di aver consegnato ai due avvocati il fascicolo, che all’epoca era ancora coperto da segreto. I legali ne avrebbero estratto copia e Mesto avrebbe poi consegnato gli atti all’indagato Lupelli. L’assoluzione di Chiusolo e Bruno, coinvolti in questa prima vicenda, era stata chiesta dalla stessa Procura. La seconda vicenda, dell’ottobre 2017, riguarda il presunto tentativo di Lupelli di ottenere ancora informazioni sull’indagine a suo carico, tramite il suo legale Mesto, dalla cancelliera Antonicelli, promettendole in cambio una casa popolare più grande.

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