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Cronaca

Processo 'gibbanza' su presunte sentenze tributarie truccate: sei persone condannate

Il Tribunale di Bari ha disposto anche quattro assoluzioni e 13 prescrizioni. Sette anni di reclusione inflitti a Oronzo Quintavalle, presidente della Commissione Tributaria regionale della Puglia dal 2008 al 2010

Sei condanne, quattro assoluzioni e 13 prescrizioni: è quanto ha deciso il Tribunale di Bari al termine del processo di primo grado su presunte sentenze tributarie pilotate. Sette anni di reclusione sono stati inflitti a Oronzo Quintavalle, presidente della Commissione Tributaria regionale della Puglia dal 2008 al 2010, ritenuto responsabile di sei episodi di corruzioni in atti giudiziari e tre falsi. All’ex giudice, per il quale il pm Michele Ruggiero aveva chiesto la condanna a 5 anni e 8 mesi di reclusione è stata concessa l’attenuante della collaborazione per aver rivelato agli inquirenti di aver ricevuto per anni denaro, buoni vacanza, consulenze e prodotti enogastronomici in cambio di sentenze favorevoli.

Ai 23 imputati, avvocati, funzionari delle commissioni tributarie e imprenditori, erano contestati, a vario titolo, i reati di corruzione in atti giudiziari, falso, rivelazione del segreto d’ufficio, infedele dichiarazione dei redditi, riciclaggio, favoreggiamento, abuso d’ufficio, truffa, millantato credito e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, la metà dei quali dichiarati prescritti.

Tra i condannati anche i commercialisti Gianluca Guerrieri e Donato Radogna (3 anni di reclusione). Due anni di reclusione (pena sospesa) per l’allora segretario di una sezione della Commissione Tributaria Provinciale di Bari, Domenico Carnimeo. Ritenuti colpevoli anche i due imprenditori Raffaele Putignano e Franco Maria Balducci, rispettivamente a 2 anni (con pena sospesa) e a 2 anni e 6 mesi di reclusione. Con riferimento alle corruzioni in atti giudiziari, il Tribunale ha riqualificato in corruzioni semplici (dichiarandone la prescrizione) le vicende nelle quali Quintavalle non era direttamente impegnato come giudice. I sei imputatu condannati dovranno anche risarcire i danni al Ministero dell'Economia e delle Finanza, all'Agenzia delle Entrate ed Equitalia, che si erano costituiti parte civile nel processo.

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