Cronaca

Processo Hinterland, condannati 58 presunti affiliati ai clan Di Cosola e Stramaglia

Tra gli imputati anche il capoclan Antonio Di Cosola, da qualche tempo sottoposto al 'carcere duro', condannato a 2 anni e 7 mesi per estorsione

Il gup del tribunale di Bari Antonio Diella ha condannato a pene comprese tra 14 anni e mezzo e 10 mesi di reclusione 58 presunti affiliati ai clan mafiosi baresi Di Cosola e Stramaglia. La sentenza, emessa al termine di un processo con rito abbreviato, riguarda l'indagine della Dda chiamata 'Hinterland' che il 5 novembre 2010 portò all'arresto di 92 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico e spaccio di droga ed estorsioni.  Altri 27 imputati saranno processati con rito ordinario in autunno.

GLI IMPUTATI - Tra gli imputati il capoclan Antonio Di Cosola, da qualche tempo sottoposto al 'carcere duro', condannato a 2 anni e 7 mesi per estorsione con l'aggravante di aver favorito un'associazione mafiosa. Condannate a pene comprese fra 3 e 4 anni di reclusione, anche 3 donne, alle quali erano affidati spaccio e gestione del denaro.

IL TRAFFICO DI DROGA - La droga diretta a Bari e provincia, secondo le indagini della Procura, aveva tre canali di approvvigionamento: Cerignola, Torre Annunziata e Olanda. Da anni in guerra fra loro, i due clan si sono contesi il controllo del territorio, non solo di interi quartieri di Bari (Carbonara e Ceglie del Campo) ma anche di cittadine dell'hinterland (Adelfia, Casamassima, Gravina, Capurso, Bitritto, Sannicandro, Altamura, Santeramo in Colle e Cassano Murge). In ballo i ricavi derivanti dallo spaccio di droga e dalle estorsioni a commercianti e imprenditori, soprattutto nei settori del vino e dell'olio. Le indagini sono cominciate nel 2007 dopo la denuncia di un artigiano per l'incendio della sua auto.

LE CONDANNE - Il presunto luogotenente del clan Di Cosola, Antonio Battista, è stato condannato a 4 anni e 8 mesi; il 34enne Vito Chiumarulo, ritenuto figura carismatica dell'organizzazione, a 4 anni e 6 mesi: esperto di diritto, era lui - secondo l'accusa - ad approntare le difese legali per gli affiliati al clan e a riferirle agli avvocati. Nel clan Stramaglia figura di spicco quella di Stefano Barbetta, condannato a 12 anni, 8 mesi e 7 giorni di reclusione.

 

(Ansa)
 

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