Cronaca

Ucciso per errore, la Cassazione sull'omicidio Mizzi: "Fu un'azione mafiosa"

Le motivazioni della Suprema Corte sulla decisione che ha portato alla condanna di Emanuele Fiorentino ed Edoardo Bove per l'agguato che portò alla morte dell'operaio 38enne di Carbonara

E' stato un omicidio di mafia quello di Giuseppe Mizzi, il 38enne operaio ucciso per errore a Carbonara il 16 marzo 2011. Ad affermarlo è la Corte di Cassazione nelle motivazioni della sentenza che a novembre del 2016 ha condannato in via definitiva gli assassini di Mizzi, Emanuele Fiorentino ed Edoardo Bove, rigettando i loro ricorsi anche con riferimento all'aggravante mafiosa. Nella sentenza si legge che "l'omicidio costituiva una azione eclatante, commessa in pieno centro cittadino, in orario serale, senza alcuna preoccupazione per l'incolumità di coloro che si trovavano nei pressi della piazza" e "tale modo di agire concretizzava un comportamento oggettivamente idoneo a esercitare una particolare coartazione psicologica sulle persone, con i caratteri propri dell'intimidazione derivante dall'organizzazione criminale evocata", il clan Di Cosola. Per il delitto è ancora pendente il processo nei confronti del presunto mandante, il boss Antonio Battista, condannato all'ergastolo in primo grado.

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