Disastro ferroviario Andria-Corato, il processo riparte nell'oratorio: "Spazio scelto per garantire il distanziamento sociale"

E' stato il presidente del Tribunale di Trani, Antonio de Luce, a decidere di celebrare le udienze (in programma il 17 giugno, l'1, 8 e 22 luglio) nella struttura di Andria. Nell'incidente, avvenuto nel 2016, morirono 26 persone

Sarà celebrato nell'oratorio 'Santa Annibale Maria di Francia' ad Andria il processo sul disastro ferroviario tra Andria e Corato, che portò il 12 luglio 2016 alla morte di 23 persone e al ferimento di 51 passeggeri in seguito allo scontro tra due treni di Ferrotramviaria. "In considerazione della rilevanza e dell’interesse nazionale del procedimento" come deciso dal presidente del Tribunale di Trani, Antonio de Luce, il processo si terrà in presenza, nonostante i limiti imposti dall'emergenza sanitaria. La scelta è ricaduta sull'oratorio proprio per permettere il rispetto del distanziamento sociale: le udienze partiranno il 17 giugno e proseguiranno l'1, 8 e 22 luglio. Il processo "avverrà a porte chiuse assicurando collegamento esterno», precisa il presidente, spiegando che "saranno ammessi solo i difensori che dovranno accreditarsi" via mail almeno 5 giorni prima dell’udienza. Impossibile, infatti, come ricordato da de Luce, celebrarlo nel Tribunale di Trani, "tenuto conto della capienza delle aule, nonché della indisponibilità dell’aula della Corte di Assise per la capienza ed essendo in corso i lavori di ristrutturazione, ed essendo inidonea l’aula bunker del carcere di Trani che sarà oggetto di lavori da settembre 2020 a febbraio 2021".

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Nel procedimento sono imputate la società Ferrotramviaria e 17 persone, dipendenti e dirigenti dell’azienda pugliese di trasporti e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, accusati, a vario titolo, di disastro ferroviario, omicidio colposo, lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele e violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Sono costituiti parti civili i familiari delle vittime, i Comuni di Corato, Ruvo di Puglia e Andria, oltre a diverse associazioni e la Regione Puglia.
Il provvedimento del Tribunale motiva la "indifferibilità" del processo "rilevato che la sua complessità ha imposto una trattazione lunga e impegnativa e che le note vicende che lo hanno caratterizzato hanno determinato delle fasi di stasi, sicché appare opportuno procedere con l’istruttoria al fine di garantire una definizione dello stesso in tempi ragionevoli".

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