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Emergenza alla Procura di Bari, Volpe al ministro Orlando: "Siamo al collasso"

Lettera del Procuratore per denunciare la croniche carenze d'organico nella sede giudiziaria del capoluogo: "Si accumulano ritardi su ritardi e a fine anno altri 10 dipendenti andranno in pensione"

Nelle sedi giudiziarie di Bari la situazione è al "collasso" per la cronica mancanza di personale e il procuratore Giuseppe Volpe scrive al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, per denunciare i tanti problemi che attanagliano gli uffici del capoluogo pugliese: "Non devo a Lei ricordare le indicazioni dell’ Ufficio statistiche del Ministero - afferma nella lettera Volpe - che classificano la Procura di Bari come ufficio di dimensioni 'molto grandi' in ragione del numero di abitanti nel territorio di competenza (e del carico di lavoro conseguente). Neppure devo elencare il numero incredibilmente alto dei clan mafiosi che operano a Bari e provincia e degli omicidi consumati e tentati di mafia, irrisolti, commessi a Foggia e provincia negli ultimi decenni ( circa duecentoquaranta! ). Mi è sufficiente allegare le note di alcuni dei direttori amministrativi che segnalano l’ urgente necessità di nuove assegnazioni di personale per i servizi da essi diretti, stante l’ arretrato che in modo via via sempre crescente si va accumulando".

"Gli espedienti adottati ( non altro termine pare appropriato ) - prosegue il procuratore - per garantire un minimo di servizi, come l’ utilizzazione di lavoratori in regime assistenziale, con contributo regionale, oppure di 'volontari' che prestano la propria opera senza retribuzione, o ancora il ricorso al prelievo di personale dalle sezioni di polizia giudiziaria, non consentono di raggiungere comunque quegli standard minimi di specializzazione che solo il personale dipendente da codesto Ministero è in grado di garantire. Non è in tal stato possibile assicurare ai cittadini il servizio che una procura dovrebbe garantire. Si accumulano ritardi su ritardi, anche per le numerose e prolungate assenze del personale che, avanti negli anni, accusa sovente malattie serie

"Si deve, allora - ritiene Volpe - necessariamente prendere atto che ogni servizio diverso da quelli strettamente necessari alle indagini non potrà che subire accumulo, sempre crescente, di arretrato. Né intende chi scrive assumersi la responsabilità di bloccare del tutto interi settori, quale per esempio quello delle competenze in materia civile, non ritenendosi tale scelta conforme a legge. Nel corrente anno ben dieci impiegati raggiungono l’ età di sessantacinque anni e, dunque, si approssimano alla pensione. So bene che Lei non è in condizione di sostituirli. Con il bando sulla mobilità ci era stata assegnata una sola unità di personale. Non è evidentemente questo il modo di risolvere il problema" conclude il procuratore invitando il ministro a visitare al più presto gli uffici baresi.

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