Autismo oltre le barriere: giocando si impara a stare insieme

Il progetto promosso dall'associazione 'Dalla Luna' coinvolge quaranta bambini tra autistici e neurotipici. Ma le iniziative guardano anche ai ragazzi più grandi: "Perchè la preoccupazione più forte delle famiglie è il 'dopo di noi'"

C'è chi è accompagnato dalla sorellina, chi dal cuginetto o dal compagno di scuola. Per due pomeriggi a settimana, la palestra dell'istituto comprensivo 'Gabelli', a Santo Spirito, diventa un luogo di gioco speciale per venti bimbi autistici e i loro piccoli 'accompagnatori' - venti bambini neurotipici - che partecipano al progetto 'Impariamo a giocare', promosso dall'associazione 'Dalla Luna' in collaborazione con Asfa Puglia (Associazione a supporto famiglie con autismo).

Insieme senza differenze: il gioco come strumento per conoscere e costruire relazioni

Finanziata con fondi privati e avviata a gennaio scorso, l'iniziativa, che coinvolge in tutto 40 bambini tra i 3 e i 16 anni, si concluderà a maggio. Obiettivo del progetto è quello di coinvolgere i piccoli partecipanti in una serie di attività motorie e ludiche, per imparare, attraverso il gioco, a conoscersi, a relazionarsi, a stare insieme, senza pregiudizi e senza barriere. "Dopo aver distribuito dei questionari alle famiglie, per conoscere meglio i bambini e le loro esigenze, abbiamo elaborato una serie di attività di gruppo, di coppia, mirando soprattutto a costruire una relazione con i compagni di gioco", spiegano Celestina Aliano e Sonia Miracapillo, pedagogiste dell'associazione 'Dalla Luna' e coordinatrici del progetto. Così, piano piano, imparare a passarsi la palla, a seguire un percorso ginnico diventa più facile se accanto c'è un amichetto, un fratellino che coinvolge, guida, spiega. Mentre anche chi accompagna, dal canto suo, impara a mettersi in ascolto, a rispettare tempi e modi di comunicare del proprio compagno di gioco 'speciale'. "Un'esperienza di arricchimento reciproco - sottolineano Aliano e Miracapillo - Spesso, soprattutto all'inizio del progetto, i bimbi neurotipici sono stati una spalla per noi, ci hanno aiutati a capire quali potessero essere i segni del bambino non verbale o i suoi interessi speciali su cui fare leva".

Il progetto nato dall'idea di una mamma: sull'autismo ancora pregiudizi da superare

L'attività messa a punto dagli esperti di 'Dalla Luna' (associazione barese che riunisce un team di professionisti - psicologi, psicoterapeuti e pedagogisti - specializzati nella diagnosi e terapia dell'autismo e di altri disturbi dello sviluppo) si è strutturata con la collaborazione di Asfa Puglia, che riunisce le famiglie di bimbi e ragazzi autistici. E' stato proprio dall'idea di una delle mamme di Asfa che il progetto ha preso vita: "Tutto è partito da una donazione dell'azienda per cui lavoro, la Tupperware - spiega Laura Piscopo, mamma di Paolo, 8 anni - La presidentessa di Asfa, Vittoria Morisco, mi ha incaricata allora di ideare un progetto per impiegare quei fondi. Così ho cominciato a pensare a mio figlio, a ciò di cui avrebbe avuto bisogno, al di là delle terapie. Ho pensato a lui, che quando va in palestra a scuola magari si limita a correre senza fare altro. E allora mi sono detta: questi bambini hanno bisogno di imparare a giocare". Di qui poi la decisione di chiedere aiuto ai terapisti dell'associazione 'Dalla Luna', già conosciuti durante il percorso di Paolo, mentre la palestra è stata messa a disposizione dalla scuola che frequenta, la 'Gabelli', appunto. Così è partito il progetto. Un'opportunità importante, per i piccoli e per le loro famiglie, troppo spesso costrette a fare i conti con la difficoltà di trovare iniziative e spazi adeguati alle esigenze dei loro bimbi speciali, "in un mondo che talvolta sembra non accorgersi di questi bambini e delle problematiche che vivono", dice Laura. E tra sostegno pubblico che scarseggia e spese importanti da sostenere per le terapie, può accadere che non tutti riescano a ricevere il supporto di cui avrebbero bisogno. "Qui, nel territorio di Bari, abbiamo pochissimi centri che non siano a pagamento - sottolinea Laura - Se si vuole utilizzare il metodo Aba (analisi comportamentale applicata, ndr), che è quello necessario per questi bambini, bisogna ricorrere ai privati. Ma non tutte le famiglie possono farlo: parliamo di somme che si aggirano sui 700-800 euro al mese. Non per tutti è possibile sostenere questi costi". Ma quelli economici non sono gli unici ostacoli che i genitori devono affrontare. Perchè poi ci sono le difficoltà che ancora resistono a livello sociale, nei timori e nei pregiudizi sull'autismo. "C'è ancora molta gente che quando sente parlare di autismo pensa che questi bambini possano far male agli altri, ad esempio a scuola, o al catechismo. Ma non è così. L'obiettivo della nostra associazione è proprio quello di cercare di sensibilizzare più gente possibile, partendo principalmente dalle scuole, perchè è lì che i bambini si rapportano maggiormente. Ma - dice ancora Laura - dobbiamo essere noi genitori innanzitutto a non vergognarci, a non nasconderci, per non negare ai nostri figli la possibilità di stare con gli altri e per aiutare la società a cambiare".

Il futuro e il 'dopo di noi':  il progetto 'Voglio andare lontano'

Un rischio, quello dell'isolamento, che pesa soprattutto sui ragazzi che hanno terminato la scuola. Dopo la quale le opportunità di inclusione, i progetti di inserimento si fanno ancora più radi, mentre per i genitori, inevitabilmente, si aprono interrogativi e preoccupazioni sul futuro. "Per bimbi e ragazzi in età scolare i progetti comunque ci sono, poi tutto cambia: sembra quasi che finito il periodo scolastico non ci siano più bisogni ed esigenze". A parlare è Sabrina Dellino, anche lei terapista dell'associazione 'Dalla Luna', e coordinatrice del progetto 'Voglio andare lontano', promosso in collaborazione con la 'Cippone & Di Bitetto', azienda del settore food&beverage con sede a Modugno. Alla base dell'iniziativa, che coinvolgerà circa 16 ragazzi dai 16 ai 30 anni, la volontà di offrire ai partecipanti una formazione che consenta un primo inserimento lavorativo nel settore. Un modo per aiutare i ragazzi a costruire quella "progettualità di vita" che si fa fatica ad intravedere quando si parla di disabilità. "Cerchiamo di venire incontro alle preoccupazioni delle famiglie, che hanno paura di quello che potrà succedere a questi ragazzi nel momento in cui la famiglia non ci sarà più - prosegue Dellino - L'obiettivo del nostro lavoro, delle terapie come dei progetti, è quello di creare più autonomie possibili, in più ambiti, a cominciare dalle attività di ogni giorno". I laboratori del progetto 'Voglio andare lontano' si terranno nella scuola di formazione della 'Cippone & Di Bitetto', con la sinergie di formatori dell'azienda e terapisti dall'associazione. L'idea è quella di far partire il corso in estate, per poi organizzare un grande evento conclusivo in una località turistica del territorio. Per sostenere l'avvio del progetto (finanziato per metà dall'azienda partner), l'associazione 'Dalla Luna' punta anche al crowdfunding: la raccolta fondi sarà avviata nei prossimi giorni sulla piattaforma 'Eppela'.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • La Puglia resta 'zona arancione', la decisione del ministro Speranza: misure confermate

  • Dagli spostamenti tra regioni ai cenoni (vietati), il nuovo Dpcm e le misure al vaglio per Natale

  • Muore a 53 anni l'avvocata Antonella Buompastore, ex proprietaria del Kursaal Santa Lucia

  • Asfalto viscido per la pioggia, auto si ribalta e finisce fuori strada: muore 19enne

  • Marito e moglie affetti da covid morti a distanza di 4 giorni, Bitonto in lutto

  • Bari, smantellato traffico internazionale di droga: 15 arresti, sequestri di beni per 3,5 milioni

Torna su
BariToday è in caricamento