Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Costringevano giovani donne a prostituirsi, dodici arresti nel nord barese

Sgominata una banda italo-romena operante tra Terlizzi e Bisceglie. Le ragazze, prevalentemente rumene, venivano attirate in Italia con la promessa di un matrimonio. Poi invece venivano ridotte in schiavitù e costrette a lavorare sulla strada

Nel gergo utilizzato dai loro sfruttatori nelle conversazioni telefoniche erano dei "bagagli". Nella realtà erano giovani donne rumene, attirate in Italia con la promessa di un matrimonio, e poi invece costrette a prostituirsi.

GLI ARRESTI - A mettere in luce il giro di prostituzione - che si svolgeva prevalentemente sulla provinciale 231 Molfetta-Terlizzi e alla periferia di Bisceglie - sono state le indagini, durate un anno, condotte dalle fiamme gialle della Tenenza di Molfetta e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Bari. Dodici in tutto i presunti componenti della banda - nove rumeni e tre italiani - accusati anche di spaccio di droga. Delle 12 ordinanze restrittive emesse dal gip, otto sono in corso di esecuzione in Romania con un mandato di cattura europeo. Delle altre quattro, tre sono state eseguite stamani, una delle quali a Potenza, e due a Bisceglie. La dodicesima persona è latitante. Altre 16 persone sono indagate a piede libero.

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LO SFRUTTAMENTO DELLE VITTIME - Una volta attirate in Italia, le donne venivano private dei documenti e avviate alla prostituzione. L'obiettivo era quello di farle lavorare per 4-5 mesi come prostitute per ricavare proventi economici da investire per acquisti immobiliari. Poi, dopo averle "spremute" al massimo, le donne venivano cedute per acquistare altre ragazze "più fresche". Gli sfruttatori riscuotevano la quasi totalità dei soldi guadagnati dalle donne, imponendo loro gli orari di lavoro, le tariffe da chiedere ai clienti e il minimo di incassi giornalieri da conseguire per non incorrere in botte e minacce. Sulla strada non erano ammessi ritardi, non erano consentite pause né tantomeno era possibile allontanarsi anche solo temporaneamente dal luogo di lavoro. Per ogni minima esigenza personale, le giovani dovevano chiedere ed ottenere il permesso dai loro padroni, ai quali spettava anche il "diritto" di decidere per le ragazze, anche, ad esempio, se portare o meno a termine una gravidanza.

Le indagini che hanno portato all'operazione odierna, denominata "Operazione Transilvania", sono partite dalla denuncia di due prostitute, da tempo in Italia, e si sono avvalse soprattutto di intercettazioni telefoniche e ambientali.

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