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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca Madonnella

Nuovo ristorante inaugurato nell'Umbertino, insorgono i residenti: "Servono regole per limitare le aperture"

La protesta del Comitato salvaguardia zona Umbertina: "Abbiamo superato i 45 esercizi commerciali nel giro di pochi isolati - spiegano - Effetti pesanti su igiene, viabilità e sicurezza"

"Il problema è la totale carenza di strumenti normativi a livello locale che consentono una crescita senza controllo dei negozi". A farsi portavoce della rabbia dei residenti dell'Umbertino è Mauro Gargano, e spiega a BariToday il perché della polemica scatenata dopo la notizia dell'apertura di un nuovo negozio - un ristorante fusion italonipponico - in via Bozzi. "È evidente che la nuova apertura - aveva scritto in un post sul gruppo Facebook del comitato Salvaguardia zona Umbertina, da lui presieduto - andrà ad incidere ulteriormente sul territorio sotto i profili di viabilità, vivibilità, igiene, sicurezza ecc, già gravemente compromessi".

"Servono regole"

Quello che sarà inaugurato il primo settembre, infatti, porta il numero di esercizi commerciali in zona oltre il numero di 45, ai quali si aggiungono tre food truck mobili. Troppi per i residenti, visto che la maggior parte si concentrano su uno spazio di 3-4 isolati: "Non vengono adottati provvedimenti che possano alleggerire tale situazione - spiega Gargano relativamente al contenuto del post - Ad esempio igiene, con il ciclo dei rifiuti identico a quello di alcuni anni addietro, senza tener conto delle aumentate esigenze e controllo del territorio, entrambi inesistenti". Una situazione che rende ancora più problematica la viabilità e la sicurezza: "Si attirano migliaia di persone in un ambito ristretto e non vi è alcun incremento delle forze di controllo - spiegano i residenti - inoltre non vi è alcun incremento delle aree di parcheggio necessarie ad accogliere la massa di avventori che si concentrano soprattutto nelle ore notturne quando non vi è servizio pubblico".

E si teme che nuovi ristoranti possano portare più sporcizia a causa dei rifiuti prodotti e - spesso - non riciclati correttamente. Una battaglia che anche il sindaco Decaro e l'assessore allo Sport Petruzzelli avevano fatto loro, chiedendo ai commercianti di collaborare con la promessa di multe salate. "Bisogna anche calcolare - aggiunge Gargano - che in zona vi è la commistione tra i rifiuti RSU (prodotti da abitazioni) e quelli speciali assimilati agli urbani (prodotti da esercizi commerciali) conferiti in maniera identica agli RSU (cassonetti e relativa raccolta), che sono ben oltre i limiti previsti dallo stesso regolamento comunale (10 kg annui per metro quadrato)". Una quantità che un ristoratore produce praticamente in 24 ore.

Pronti alle proteste

I residenti nel frattempo non rimangono a guardare e a protestare sui social. Già nel giorno dell'insediamento del nuovo Consiglio comunale, i rappresentanti del Comitato erano all'esterno di Palazzo di città, chiedendo una modifica del funzionamento delle Commissioni consiliari. "Sono state trasformate in gettonificio - ricordano - Vogliamo cambiarle nel rispetto dei principi di partecipazione e trasparenza stabili dallo Statuto Comunale". Si continua sulla strada della ricerca del dialogo con l'amministrazione, ma sono pronti a "proteste plateali ove si dovesse continuare sulla linea di chiusura totale rispetto alle esigenze dei territori" conclude Gargano.

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