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Il sit-in davanti al Comune

Il sit-in davanti al Comune

Sciopero assistenza domiciliare, sit-in davanti al Comune. La replica: "Si è cercato di tutelare utenti e operatori del servizio"

In una nota l'amministrazione ha spiegato gli step di assistenza agli assistenti domiciliari della vertenza 'ex Onpi' per evitare il blocco del servizio. In giornata i sindacati hanno indetto uno stop di 24 ore

Si sono ritrovati in protesta davanti a Palazzo di città, gli operatori della storica vertenza 'ex Onpi', la casa di riposo di proprietà dell'amministrazione comunale di Bari. Il sit-in, partito alle 7, è una delle iniziative programmate nella giornata di sciopero indetta dai sindacati per manifestare contro la decisione di tre cooperative, che gestiscono il servizio di assistenza domiciliare in città, di effettuare delle modifiche ai contratti degli operatori. Sono state così appese bandiere e striscioni davanti alla sede del Comune, con su scritto "Una sola parola: dignità". 67571370_1200466733458821_7741799140836769792_n-2

Il Comune: "Massimo supporto a operatori e assistiti per il proseguio del servizio"

In giornata è arrivata anche la replica del Comune alla protesta degli assistenti domiciliari: "Le istanze espresse dai sindacati sono già state affrontate nel corso della riunione tenutasi presso la Prefettura di Bari lo scorso 18 giugno, durante la quale l’amministrazione comunale ha ribadito il forte impegno mostrato in questi anni a tutela del mantenimento del servizio a favore degli utenti nonché della salvaguardia degli operatori".

In una nota si spiega come, nonostante le grandi difficoltà, il servizio di assistenza domiciliare ha visto triplicare la sua azione in città negli ultimi anni, "favorendo il coinvolgimento di un larghissimo nuovo numero di utenti fragili - scrivono - grazie alla capacità dell’amministrazione di attivare fondi PAC del Ministero degli Interni, attualmente sospesi". Un servizio di fatto mai sospeso, impiegando risorse del bilancio comunale stanziate appositamente per soddisfare la domanda dei cittadini e le esigenze dei dipendenti. Nella nota si spiega anche come sia stata effettuata negli ultimi mesi una variante all’accordo quadro che ha permesso di convertire le ore previste per l’assistenza domiciliare ADI, non erogate a causa della fluttuazione della domanda, in ore per lo svolgimento del servizio SAD al fine di offrire una rimodulazione dell’offerta che rispondesse ai bisogni effettivi.

Gli operatori sono stati così accompagnati durante la mediazione sindacale degli scorsi mesi - la tesi di Palazzo di città - "l’obiettivo di permettere la continuità assistenziale, pur non essendoci applicazione della clausola sociale trattandosi di un accordo quadro conforme alle linee guida PAC, in cui sono successivamente confluiti altri utenti ultrasessantacinquenni e disabili provenienti da altri appalti scaduti". L'ultimo incontro tra sindacati ed ente gestore risale al 18 giugno scorso: in Prefettura la parte datoriale ha accolto molte richieste dei lavoratori quali la mensilizzazione della retribuzione, il riconoscimento dei tempi di trasferimento nell’orario di lavoro e gli scatti di anzianità nel limite del 50%, pur non essendovi continuità del rapporto contrattuale con il precedente gestore. "In tale occasione i sindacati non hanno accettato quanto offerto dall’ente gestore, richiedendo il pagamento per intero della pregressa retribuzione, interrompendo così ogni tipo di trattativa - conclude la nota - Pertanto, per quanto nelle competenze dell’amministrazione comunale, si è cercato di tutelare in tutti i modi la continuità assistenziale nei confronti degli utenti e, al contempo, il diritto al lavoro degli operatori".

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