Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca Bari Vecchia / Piazza Libertà

"Riapre tutto ma i tribunali faticano a ripartire": la protesta degli avvocati contro la paralisi della Giustizia

Questa mattina circa 250 persone hanno partecipato alla manifestazione indetta in piazza Libertà dall'Ordine degli avvocati di Bari e dall'Organismo congressuale forense

"Gli esperimenti non si possono fare in periodo di emergenza". A farsi portavoce della protesta degli avvocati nel periodo della ripartenza post pandemia da Covid, è Tiziana Carabellese, componente dell'Organismo congressuale forense: al centro della querelle, la chiusura (parziale) dei tribunali, che costringe la giustizia barese a processi (ancora) a distanza. "Eppure tutto il paese è già ripartito - aggiunge Giovanni Stefanì, presidente dell'Ordine degli avvocati di Bari - Sono aperte le discoteche e i negozi e la giustizia è invece bloccata".

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La beffa della Cittadella della Giustizia

"A distanza di oltre tre mesi dalla sospensione avvenuta a inizio marzo e a circa un mese dalla presunta riapertura dei Tribunali, nelle aule delle Giustizia barese si celebrano pochissimi giudizi, meno del 30%, con i diritti di cittadini e imprese in attesa - aggiunge Stefanì - ostaggio di scelte inadeguate oltre che della deprecabile situazione in cui versa la nostra edilizia giudiziaria. In questo periodo, oltre al danno inferto dalla pandemia alla macchina della Giustizia, il nostro territorio registra la beffa dell’arresto dell’iter per la realizzazione del nuovo polo giudiziario. Siamo consapevoli che dal 20 gennaio, quando al Ministero della Giustizia si tenne l’incontro per avviare concretamente le relative attività, le priorità siano cambiate; tuttavia, è necessario rimboccarsi le maniche e lavorare ancora più duramente per dare quanto prima al foro barese dei luoghi degni per celebrare la Giustizia"

Da qui la decisione di protestare in tutta Italia, con manifestazioni in piazza organizzate in diversi capoluoghi. A Bari è stata scelta piazza Libertà: circa 250 i partecipanti che si sono riuniti - alcuni anche in toga - davanti alla Prefettura, per far sentire le loro ragioni.

Le ragioni della protesta

"Salviamo la giustizia" è il messaggio che compare sui cartelli esposti dai manifestanti, nei quali vengono anche riassunte le ragioni della protesta. Il primo no è alla circolare del Ministero della Giustizia, che delega a Regione e a ai capi degli uffici giudiziari per indicare le misure con cui far ripartire la giustizia anche in Puglia; le sperimentazioni accennate al megafono dalla Carabellese. E chiedono che gli avvocati partecipino direttamente alla redazione dei provvedimenti legislativi sulla giustizia.

Per i manifestanti la ripartenza deve essere basata su punti fissi: chiamate di tutte le cause a orario fisso, anche pomeridiano; sanificazione degli ambienti giudiziari per la sicurezza del personale; blocco delle norme procedurali provvisorie e di prova. "La tecnologia deve aiutarci a velocizzare le procedure, non a ritardarle" commenta uno degli avvocati durante la protesta. E suggeriscono che venga istituito l'accesso telematico ai fascicoli dei processi penali.

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