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Rivolta al Cara di Palese: 31 condanne per i disordini del 2011

Tra i condannati anche Kabobo, il 34enne che nel 2013 uccise a picconate tre persone a Milano. Le pene inflitte vanno dai 5 anni e 8 mesi ai 3 anni e dieci mesi

Sono in tutto 31 le persone condannate dal Tribunale di Bari per la rivolta avvenuta il primo agosto 2011 nel Centro per richiedenti asilo (Cara) di Palese.

Si tratta di migranti originari di Burkina Faso, Bangladesh, Pakistan, Costa d'Avorio e Mali, accusati a vario titolo di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, blocco ferroviario, interruzione di pubblico servizio, danneggiamenti, incendi e violenza privata e condannti a pene fino ai quattro anni e 8 mesi di reclusione. La condanna più alta, a 5 anni e 8 mesi di reclusione, è stata inflitta a uno dei tre presunti capi della rivolta, il 39enne Sankara Maliki, mentre le altri due 'organizzatori' delle proteste erano già stati condannati con rito abbreviato nel febbraio 2013 insieme con altri 12 imputati.

Tra i migranti condannati oggi anche il 34enne ghanese Mada Kabobo, che nel maggio 2013, a Milano, aggredì e uccise a picconate tre persone.

Gli imputati, al momento tutti irreperibili, sono stati condannati anche pagamento dei danni, da definirsi in separato giudizio, alla società Ferrotramviaria, costituitasi parte civile. 

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alla base della protesta c'era la richiesta di accelerare le pratiche per i permessi di soggiorno e il riconoscimento dello status di rifugiati. Armati di sassi, spranghe in ferro, bastoni, bottiglie di vetro, i manifestanti non solo danneggiarono la struttura del Cara, ma bloccarono a lungo ferrovia e statale 16, causando anche il ferimento di un centinaio di agenti delle forze dell'ordine intervenuti per contenere la rivolta. Dei 300 ne furono identificati 45, tutti fino ad oggi condannati.

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