Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Notte di tensione al Cie: protesta degli immigrati, bruciati materassi

La rivolta, secondo quanto riferito dagli immigrati, sarebbe legata al matrattamento subito da un cittadino albanese, che sarebbe stato picchiato dalle forze dell'ordine. Gli stranieri hanno annunciato inoltre uno sciopero della fame

Notte di tensione all'interno del Centro di identificazione ed espulsione, in cui un gruppo di immigrati ha dato vita ad una protesta bruciando alcuni materassi. La notizia è stata diffusa dall'Ansa e ripresa dalle edizioni online di alcuni quotidiani locali.

Secondo quanto riferito all'agenzia di stampa dagli stessi immigrati, la rivolta sarebbe nata per protesta contro il maltrattamento subito da un cittadino albanese di 31 anni, da una decina di giorni rinchiuso nel Cie, che sarebbe stato "preso con la forza dalle forze dell'ordine" per "essere portato in una stanza e picchiato".

Secondo quanto riferito dalla polizia, la protesta sarebbe partita quando un gruppo di cittadini albanesi ha sentito le urla del connazionale che era stato raggiunto da un ordine di rimpatrio. Ma stando al racconto degli immigrati, invece, prima di essere rimpatriato l'uomo sarebbe stato picchiato.

Gli immigrati sono poi tornati a denunciare la situazione insostenibile all'interno del Cie, annunciando l'inizio, da questa mattina di uno sciopero della fame, per chiedere che vengano rispettati i loro diritti.

Sulla vicenda è intervenuto il deputato del Pd, Dario Ginefra, che in una nota annuncia: "Questa mattina depositerò un'interrogazione urgente al ministro dell'Interno Alfano per chiedere informazioni in merito ai tumulti avvenuti la notte scorsa nel Cie di Bari". "Dalle prime indiscrezioni gli stessi sarebbero scaturiti dall'intervento delle forze dell'ordine nei confronti di un cittadino albanese che è stato rimpatriato. Gli immigrati sostengono che l'albanese, un uomo di 31 anni che era da dieci giorni all'interno del Cie, sarebbe stato 'preso dalle forze dell'ordine' per 'essere portato in una stanza e picchiato'". "Il ministero - aggiunge Ginefra - dovrà fornire anche chiarimenti sull'agibilità della struttura barese a fronte della sentenza con la quale, accogliendo le istanze dell'azione popolare promossa dall'associazione class action procedimentale, il giudice del tribunale di Bari aveva fissato un termine perentorio di 90 giorni per l'esecuzione dei lavori ritenuti 'indifferibili e necessari' a garantire le condizioni minime di rispetto dei diritti umani all'interno del Cie".

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