Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Rinchiuso nel Cie di Palese, migrante si cuce le labbra per protesta

Il gesto di Fatì, 30enne tunisino. Dopo aver iniziato uno sciopero della fame, da due giorni si è cucito la bocca per protestare contro una "detenzione ingiusta" e le "condizioni disumane" in cui si vive nel centro

Il Cie di ari Palese

Da due giorni si è cucito le labbra, dopo una settimana di sciopero della fame. Fatì, 30enne tunisino rinchiuso nel centro di identificazione ed espulsione di Palese, protesta contro la sua "reclusione ingiusta" e contro le condizioni disumane in cui si vive all'interno della struttura.

La notizia, diffusa dal collettivo antirazzista 'Rivoltiamo la Precarietà - Rivolta Sud', è stata confermata dal direttore del Cie di Bari, Rohan Lalinda.

"Da questa mattina ha già ricevuto 3 solleciti, da parte delle autorità del lager, per spingerlo a concludere la protesta lasciandosi scucire le labbra. Il ragazzo continua a ripetere che solo da libero andrà a farsi medicare", raccontano in una nota i ragazzi del collettivo. Fatì, proseguono, è arrivato a Bari dal CIE di Ponte Galeria perché la direzione del centro romano ne ha disposto il trasferimento.

Intanto il direttore del centro ha fatto sapere che il ragazzo è stato trasferito all'ospedale di San Paolo, ma non ha ancora accettato di scucirsi le labbra.

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