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"No al grano importato dal Canada": Manifestanti e trattori invadono il porto

Centinaia di agricoltori hanno partecipato alla protesta di Coldiretti Puglia. Questa mattina la nave proveniente da Vancouver - con 50mila tonnellate di grano - ha iniziato lo svuotamento

Al porto di Bari scoppia nuovamente la guerra del grano. Centinaia di agricoltori si sono dati appuntamento questa mattina all'uscita del 'Varco della Vittoria' - sul lungomare Starita -, vicino al molo dove ha attraccato la nave - proveniente da Vancouver, in Canada - contenente 50mila tonnellate di grano importato ad un prezzo più basso. L'uso della materia prima estera, come spiegano dal Coldiretti Puglia, ha messo in ginocchio i coltivatori locali, riuscendo a far crollare del 48 percento i prezzi del grano pugliese, colpito da una speculazione da 145 milioni di euro. "A tanto ammontano le perdite subite dagli agricoltori del ‘granaio d’Italia’ - spiega il presidente di Coldiretti Puglia Gianni Cantele - per il crollo dei prezzi, senza alcun beneficio per i consumatori. Si dovranno incolonnare ben 1600 autoarticolati per svuotare completamente la nave da Vancouver ha impiegato oltre 40 giorni per raggiungere il porto di Bari".

Da qui la scelta degli agricoltori di far sentire la loro voce con slogan come "Ci vogliono dieci chili di grano per una coca cola”, “No grano no pane”, “Stop alle speculazioni”, “Il giusto pane quotidiano”, sfilando con i trattori sul lungomare bloccato per le restrizioni del Medimex, seguendo i primi camion che hanno raggiunto due stabilimenti a Melfi e a Corato.

Ora dalla Coldiretti si chiede a gran voce di accelerare l’iter di entrata in vigore della legge sull’etichettatura obbligatoria del grano usato per fare la pasta, visto che "un pacco di pasta su cinque – denuncia Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia - prodotto in Italia è fatto con grano coltivato in Canada, dove viene fatto un uso intensivo del glifosate proprio nella fase di pre-raccolta per seccare e garantire artificialmente un livello proteico elevato".

"Le importazioni di grano dal Canada -  prosegue Cantele - rischiano di essere favorite dall'approvazione dell’accordo Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement) tra Unione Europea e Canada, primo esportatore di grano duro in Italia. Un accordo che dovrà essere ratificato dal Parlamento nazionale". Anche su questo fronte la Coldiretti è pronta a dare battaglia: l'approvazione potrebbe portare all'azzeramento strutturale dei dazi indipendentemente dagli andamenti di mercato. A rischio potrebbe esserci anche la salute: "In Canada sono usate 99 sostanze attive - conclude Cantele - vietate nell’Ue e gran parte di queste sono molecole risalenti agli anni ’70 vietate nell’UE da circa 20 anni".  

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