Saracinesche abbassate al Libertà, la protesta dei negozianti: "Il quartiere lentamente muore"

"Giornata di lutto" organizzata da un comitato di esercenti della zona tra il Redentore e corso Mazzini. I commercianti: "Poca sicurezza. Siamo costretti a chiudere prima per evitare rischi"

Qualcuno ha lasciato la saracinesca a metà, molti altri, invece, l'hanno tenuta leggermente abbassata per poi rialzarla alcuni minuti dopo: "Sa com'è - spiega un esercente -, la protesta è sacrosanta ma non vogliamo penalizzare i clienti. La situazione è difficile e peggiora di anno in anno". Degrado e scarsa sicurezza: fotografie dal quartiere Libertà dove gli operatori del commercio hanno aderito, almeno sulla carta, alla mobilitazione organizzata dal 'Comitato Scipione Crisanzio Redentore' per questa mattina. Una giornata 'di lutto' con l'obiettivo di sensibilizzare le istituzioni sullo stato di un rione in cui delinquenza e poche opportunità di affari sono all'ordine del giorno. Effettivamente erano poche le serrande semiabbassate ma il disagio traspare in modo chiaro dalle parole dei commercianti, da corso Mazzini a via Dante, fino all'area di via Indipendenza e via Don Bosco.

Il leit motiv è sempre quello: "Siamo costretti a chiudere anche alle 19.30 - racconta un negoziante -  perché non cammina più nessuno. Dal pomeriggio le strade diventano buie ed è pericoloso andare in giro. La crisi economica? Qui il problema principale è la mancanza di controlli da parte delle autorità. La Polizia Municipale pensa solo a multare i clienti e gli operatori in doppia fila invece di punire i vandali o i malavitosi. Il degrado e la sporcizia, inoltre, sono all'ordine del giorno". Passeggiando nel cuore del quartiere, vicino al Redentore, il disagio è ancora più evidente. Quasi ogni settimana si contano danneggiamenti a strutture (l'ultimo, pochi giorni fa, nelle vicinanze della Chiesa), gesti di bullismo e in alcuni casi anche estorsivi: "Bisogna stare attenti anche se si è in macchina - afferma un residente -. Qualcuno potrebbe avvicinarsi e simulare un incidente, chiedendo soldi in cambio. Per non parlare, poi, delle vetture danneggiate da gruppi di adolescenti". 

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Una situazione peggiorata col passare del tempo: "Anni fa - si confessa un negoziante - non eravamo in queste condizioni. C'erano molti più ragazzi e un movimento maggiore. Ora molte strade sono abitate da extracomunitari e la convivenza non è semplice perché vivono ghettizzati, ognuno dalla propria parte, senza una vera integrazione. La sicurezza è pari a zero e bisogna autogestirsi e sperare di avere anche qualche amico tra le Forze dell'Ordine per vedere più pattuglie in giro. Ci sentiamo abbandonati perché si pensa alle piccole cose, come le multe per chi butta l'immondizia fuori orario, e non a garantire un futuro al quartiere". Cosa potrebbe invertire la rotta del Libertà? La riqualificazione della Manifattura tabacchi e l'arrivo del Cnr potrebbero portare la scossa giusta e rinnovare il tessuto sociale di un rione destinato, altrimenti, a diventare una periferia nel centro città. Il tempo però stringe. I tempi della burocrazia non aiutano di certo: "Sto pensando di trasferire la mia attività - dice amaramente un altro esercente -. E' diventato troppo difficile andare avanti qui".

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