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Cronaca Japigia / Viale Japigia

Saracinesche abbassate in viale Japigia, la protesta dei commercianti contro la pista ciclabile: "Parcheggi introvabili, i clienti ci abbandonano"

Questa mattina i negozianti dell'arteria stradale, nel popoloso quartiere barese, hanno ritardato l'apertura delle attività per manifestare le loro preoccupazioni legate al nuovo percorso per bici che ha portato al restringimento della carreggiata

Saracinesche abbassate questa mattina in viale Japigia. È questa l'azione di protesta messa in campo dai commercianti dell'importante arteria stradale del quartiere barese contro i disagi creati dalla pista ciclabile realizzata lo scorso luglio. 

L'idea 'green' del Comune non ha riscontrato i favori di commercianti e residenti del luogo: secondo le voci raccolte su viale Japigia, la 'pista smart bidirezionale' ha ristretto la carreggiata e sconvolto il vivere quotidiano dei cittadini. La strada, che vede la presenza di molti piccoli esercizi commerciali e di un supermercato, è sempre stata molto frequentata. Il nuovo percorso ciclabile, secondo i negozianti, ha allontanato un sensibile numero di clienti poco inclini all'immersione nel caotico traffico automobilistico e alla ricerca spasmodica di un parcheggio. La creazione della pista ciclabile, inoltre, ha causato una riduzione dei posti auto nel primo isolato del viale (nel tratto che si collega con via Oberdan): il lato della carreggiata dedicato ai parcheggi a 'spina di pesce' è stato trasformato in area di sosta con vetture in parallelo alla strada. 

"Abbiamo aderito alla protesta di questa mattina perché non possiamo rimanere indifferenti alle problematiche causate alle attività commerciali della zona con la creazione della pista ciclabile", precisano a BariToday gli operatori di una tabaccheria su viale Japigia.

"Questa mattina ci siamo dimostrati solidali, abbiamo aderito tutti alla manifestazione di protesta, abbassando le nostre saracinesche - spiega Marco Rutigliano, titolare con il padre, di un bar in viale Japigia - Il restringimento della carreggiata ha creato diversi problemi alle attvità commerciali: è diventato complicato effettuare le operazioni di carico e scarico merci, i camion non hanno più spazio per sostare nei pressi dei punti vendita. Non sono contrario ad opere che vadano nella direzione di un ambiente ecosostenibile, ma nel caso della pista ciclabile su viale Japigia non sono stati valutati gli aspetti che riguardano il disordine urbano generato dalla riduzione della carreggiata"

"È una pista ciclabile fatta male perché non è collegata con il percorso per bici già creato sulla vicina via Magna Grecia - sottolinea Saverio Rutigliano, titolare della Caffetteria Martin - Su viale Japigia c'è ogni giorno un grande traffico di vetture e purtroppo ci sono casi di auto ferme in doppia fila. È un malcostume, non si dovrebbe lasciare l'auto in doppia fila, ma purtroppo accade. Alcuni automobilisti lasciano per qualche minuto il loro mezzo in doppia fila per acquistare velocemente qualche prodotto dai numerosi negozi sulla strada. Adesso questa pratica è impossibile a causa della carreggiata ristretta. Sono poco utili anche i posti individuati per la sosta breve (15 minuti). Sono poco riconoscibili, è capitato che alcuni residenti abbiano parcheggiato l'auto in quegli spazi. Si sono così ritrovati con una multa. È giusto che la Polizia Locale verifichi le infrazioni, voglio ribadirlo con chiarezza. In questa via gli agenti hanno sempre vigilato per evitare le doppie file. Purtroppo, però, mancano i parcheggi in zona e con la pista ciclabile sono addirittura diminuiti".

"Con questa opera pubblica hanno aumentato il traffico e l'inquinamento acustico - dichiara un residente di viale Japigia - il restringimento della carreggiata ha congestionato il traffico, concentrando le immissioni di Co2 delle auto in uno spazio più ristretto. Si è verificato anche un incremento del rumore".

"Adesso anche i pedoni devono prestare maggiore attenzione - interviene un'abitante della zona - bisogna stare attenti nell'attraversamento della carreggiata non solo per le auto, ma anche per i monopattini e per le bici che sfrecciano. Lungo la pista ci sono anche i bidoni della raccolta rifiuti, per i pedoni è diventata una strada con percorso ad ostacoli: è facile che, a causa dei cassonetti, non si noti l'arrivo di un monopattino o di una bici. Bambini ed anziani sono le categorie più a 'rischio investimento'. Siamo nati e cresciuti in questa strada, è giusto evolversi e guardare allo sviluppo sostenibile, ma i lavori pubblici devono essere pensati e ponderati a seconda delle realtà del luogo".

"La civile protesta di questa mattina serve per far luce sulle difficoltà cui stiamo andando incontro dopo la realizzazione della pista ciclabile - precisa Michele Giannini, titolare di un'edicola in viale Japigia - il mio caso è un esempio lampante: dopo la creazione del percorso ciclabile ho visto ridurre di più della metà le mie vendite riferite ad alcuni prodotti come i 'gratta e vinci'. Il cliente occasionale, che sostava 2 minuti per acquistare rapidamente un prodotto, adesso non si ferma più e preferisce andare altrove dove c'è più possibilità di parcheggio. Oltretutto c'è il rischio che, gettando il sacchetto dei rifiuti nei cassonetti posizionati in strada, si venga travolti non solo da auto o motocicli, ma anche da monopattini e bici".

"Una soluzione alla problematica potrebbe essere lo spostamento della pista ciclabile sulla via parallela a viale Japigia, cioè via Peucetia - propone un residente - è la strada che porta al ponte Garibaldi e impone la svolta obbligatoria a destra, verso via Oberdan. Via Peucetia, inoltre, è più larga rispetto a viale Japigia. Sarebbe più adatta alla realizzazione di un percorso dedicato alle bici". 

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