Quando la 'Bari in bici' è negata, l'appello dei residenti-ciclisti di Fesca: "Rifiuti e alghe bloccano il passaggio verso Palese"

Ieri sera, prima dell'annuale raduno dell'associazione di ciclisti, una quarantina di residenti dei due quartieri si sono incontrati a metà strada per mostrare la discarica a cielo aperto: "Due anni fa Decaro ci promise un camminamento"

Alghe, rifiuti abbandonati - anche ingombranti, come lo scheletro di un'auto -, persino liquidi maleodoranti che a prima vista sembrano residui di olio esausto. Tutto materiale che dovrebbe essere smaltito negli appositi contenitori e invece da anni fa bella mostra di sé a pochi passi dal mare. Siamo ai confini Fesca e del rinomato waterfront - ormai praticamente completato -, alle spalle porticciolo, dove si estende Lama Balice. Un'area che a ciclisti e runner è di fatto vietata, perché la discarica a cielo aperto blocca il passaggio a chi vorrebbe raggiungere i quartieri a nord di Bari senza l'ausilio di un mezzo meccanico.

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La protesta

Un disagio che alcune associazioni stanno cercando di portare nuovamente all'attenzione dell'amministrazione con mezzi creativi. I residenti riuniti ne 'Associazione Lungomare IX maggio' di Fesca-San Girolamo e 'Il pellegrino di San Michele' di Palese, si sono incontrati in bici nel punto incriminato, scattando diverse foto ai rifiuti che impedivano il passaggio.

"Prima di raggiungere gli altri partecipanti all'annuale raduno indetto dall'associazione di cicloamatori 'Bici & amici Bari' - spiega Peppino Milella, presidente dell'Associazione Lungomare IX maggio - abbiamo messo in piedi questa protesta per un problema che segnaliamo da anni. Nel 2016 il sindaco Decaro ci promise di realizzare una passerella per permettere a runner e ciclisti di superare la discarica, ma ad oggi i lavori non sono partiti".

Rifiuti in mare

Oltre al camminamento, i residenti chiedono naturalmente maggiore controllo, con l'ausilio di telecamere e pattugliamenti di Polizia locale soprattutto nelle zone meno illuminate, dove gli incivili hanno vita facile, così come in strada vicinale del Tesoro, anch'essa bersaglio del 'sacchetto selvaggio'. Salvaguardando così anche l'ambiente: "In occasione delle forti piogge degli scorsi mesi - prosegue Milella - molti dei rifiuti sono finiti in mare, visto che quelle Lame hanno il compito di far defluire le acque piovane per evitare allagamenti. Compito che i rifiuti ingombranti abbandonati mettono a dura prova".

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A giugno, ad esempio, era stato lasciato un divano all'ingresso della Lama, che con il maltempo era stato trasportato dall'acqua a pochi passi dal mare. L'intervento dell'Amiu ha permesso di evitare il danno ambientale prima che fosse troppo tardi.

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