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"Si completi la mobilità prima di indire il nuovo concorso Asl", la rivolta degli infermieri sbarca su Facebook

L'annuncio dell'Asl di aprire una prima selezione, in vista del concorso per il 2019 annunciato da Emiliano, ha provocato più di un dissenso. E in meno di 24 ore ha raggiunto i 500 iscritti

Monta anche attraverso il passaparola social la rabbia dei tanti infermieri che hanno lasciato la Puglia per trovare lavoro. Ad accendere la miccia, l'annuncio da parte della Asl di Bari, ad evidenza pubblica e per soli titoli, per creare una graduatoria per il conferimento di incarichi a tempo determinato al personale di assistenza medica, così da coprire le future esigenze dei presidi ospedalieri sul territorio provinciale.

Il gruppo Facebook

Preludio del nuovo concorso promesso dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il prossimo anno, che garantirebbe invece posti a tempo indeterminato. Una decisione che non va bene ai tanti infermieri precari finiti a lavorare con concorsi fuori regione, che hanno creato un gruppo Facebook di protesta, intitolato 'Sì alla Mobilità #infermierinPuglia 2019'.

Un titolo che racchiude le richieste del personale medico 'migrato' e che in poco tempo - meno di 24 ore - ha visto il numero di iscritti 'lievitare' oltre i 500 (nel momento in cui scriviamo sono 521). Segno che la protesta è sentita da moltissimi infermieri che lavorano fuori dalla Puglia.

"La mobilità è a costo 0"

Dopo il tavolo di incontro tra il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il direttore generale della Asl Bari Antonio Sanguedolce e le organizzazioni sindacali, quello del nuovo concorso è l'unica soluzione alla quale si è arrivati, visto che le gradutatorie dell'ultimo maxi concorso - 1500 circa i posti assegnati allora - stanno per esaurirsi e che molti degli attuali contratti del personale infermieristico sono scaduti a fine ottobre.

Gli iscritti al gruppo, però, ricordano che è la legge stessa a sancire che prima di nuovi concorsi bisogna aprire la mobilità. Per la precisione la 43/2005: "Siamo risorse già formate - spiegano - costrette ad emigrare e volenterose di tornare, facendo riferimento a una legge dello Stato italiano che ce lo consente per diritto". In particolare l'apertura della mobilità rispetto all'indizione di un nuovo concorso è specificata nell'articolo 5, comma 2 bis.

E se non bastasse la legge, i manifestanti ricordano anche i vantaggi economici: "Non capiamo perché non si fa riferimento all'istituto della mobilità; piuttosto fanno un nuovo concorso con costi molto più importanti. La mobilità, invece, costa zero".

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