Medici specialisti "a rischio estinzione", anche a Bari la protesta dei giovani camici bianchi: "Stop all'imbuto formativo"

Il presidio, in contemporanea con altre città italiane, davanti al Policlinico: alla base della manifestazione la richiesta di una riforma delle scuole di specializzazione mediche

"Specializzarsi non è un sogno, bensì un diritto. Non possiamo vivere eternamente nel precariato. Abbiamo bisogno di formarci: ne abbiamo bisogno noi, ne ha bisogno l'Italia". "Questa giornata è fondamentale per far comprendere alla popolazione ciò che stiamo vivendo, i cittadini devono essere uniti con noi, perché la carenza di specialisti prevalentemente interessa loro. Noi vogliamo studiare, vogliamo formarci, vogliamo diventare degli specialisti, ma lo facciamo per garantire a loro un Servizio Sanitario Nazionale efficiente". Sono le voci dei giovani medici baresi, scesi in piazza oggi a Bari come in altre città italiane per l'iniziativa 'Medici in mobilitazione permanente: Uniti per il SSN". A piccoli gruppi, nel rispetto delle misure anti-Covid e del distanziamento sociale, hanno dato vita a un sit-in per richiamare l'attenzione sulle difficoltà incontrate dai medici in formazione e chiedere una riforma radicale delle scuole di specializzazione.

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"Siamo Medici in formazione. Siamo Studentesse e Studenti, neo-abilitati, camici grigi, Medici in formazione specialistica, Corsisti di Medicina Generale - si legge nel 'manifesto' nazionale della mobilitazione - In questi mesi più che mai abbiamo dimostrato il nostro ruolo fondamentale nel Servizio Sanitario Nazionale, il più delle volte senza le adeguate tutele, quasi sempre senza il giusto riconoscimento, talvolta vedendoci pubblicamente denigrare".  "Siamo medici costretti in un limbo di precarietà ed incertezze dall'assurdità dell’imbuto formativo, impossibilitati a formarci in modo da rispondere alle esigenze di salute della popolazione. Siamo medici in formazione specialistica, indispensabili a riempire i buchi di un sistema ridotto allo stremo da decenni di politiche di definanziamento.  Siamo convinti che la risposta ai problemi che riguardano la salute e la formazione medica non possa derivare che da un’azione unitaria e trasversale".

"Siamo convinti - proseguono i promotori della mobilitazione - della necessità di una riforma globale, che riguardi tutta la filiera formativa e lavorativa medica, dai corsi di laurea, alla formazione specialistica e generalista, all’assunzione nel SSN, al ruolo del medico del territorio". "Vorremmo che gli effetti di questa pandemia fossero di lezione al Governo, affinché possa aprire gli occhi e investire nella Sanità, senza fare ricorso ai vincoli di bilancio".

Tema centrale della mobilitazione, dunque, "una riforma della formazione medica che risolva l’imbuto formativo, riconosca maggiori diritti e tutele ai medici in formazione specialistica e garantisca l’immissione di specialisti nel SSN quanto prima". "Chiediamo - spiegano i giovani medici - l’azzeramento dell’imbuto formativo. Chiediamo un rapporto 1:1 tra neolaureati e posti di formazione specialistica o generalistica e rifiuteremo qualsiasi proposta al ribasso. Rifiutiamo qualsiasi possibilità di formazione senza retribuzione. Chiediamo che questa estensione sia finanziata stabilmente per rispondere al fabbisogno di salute della popolazione e non ad esigenze di bilancio, allargando la formazione alle realtà del territorio attraverso rotazioni fra ospedali universitari e periferici, in modo da mantenere un adeguato rapporto tra medici in formazione e strutture di formazione. Chiediamo, inoltre, che vengano riviste le modalità concorsuali per l’accesso alle specializzazioni mediche". "Chiediamo una vera evoluzione del contratto del medico in formazione specialistica, con il riconoscimento e la retribuzione di guardie e straordinari e l’introduzione di forme contrattuali di formazione lavoro nelle forme più opportune e adatte a tutelare la qualità della formazione, ma allo stesso tempo che permettano la tutela della responsabilità professionale e i diritti di un professionista in formazione". "Chiediamo la garanzia di una formazione di qualità, uniforme fra tutte le scuole" e "che venga riconosciuta la centralità della medicina sul territorio, realtà che si assume la cura della persona nella sua totalità e globalità. Chiediamo che venga garantito ai futuri Medici di Medicina Generale un percorso formativo di qualità, nel quale venga valorizzata l'importanza di una gestione globale e proattiva dei pazienti, e tutele pari a quelle dei colleghi in formazione specialistica".
 

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