Cronaca Bari Vecchia / Piazza Libertà

Gli operai ex Om protestano in piazza Libertà: "Deroga per la cassa integrazione in scadenza"

Il termine ultimo è il 22 dicembre, se non interviene il Ministero non potranno richiedere gli ammortizzatori sociali. E le prime assunzioni di Selectika sono previste nel 2020

"300 lavoratori vittima della finanza globale delle banche". Il cartellone appeso a pochi passi dalla sede della Prefettura a Bari non lascia dubbi sull'interpretazione. Rischia di essere un nuovo natale difficile per i 165 lavoratori dell'Om Carrelli, a due mesi dalla firma per il passaggio di 128 degli ex operai dello stabilimento di Modugno sotto l'egida di Selectika, che vorrebbe trasformare l'attuale capannone in un impianto per il riciclo dei rifiuti.

La scadenza della cassa integrazione

Dalla felicità a un nuovo incubo, ancora una volta composto da due parole: cassa integrazione. Per le nuove assunzioni di Selectika (60 con contratto full time e 68 con contratto part time al 50%) bisognerà attendere almeno un anno, ma gli operai non ricevono i sussidi di cassa integrazione da dicembre del 2017. "E il 22 dicembre scadrà - spiega Gianni Di Meo, portavoce delle istanze dei lavoratori - anche la deroga di un anno che ci è stata concessa. Se dal Ministero non sbloccano la cassa integrazione o concedono una deroga alla deroga, perdiamo la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali".

Protesta ex Om-3

Cifre non da poco, visto che un recente provvedimento del Governo permetterebbe la retroattività del pagamento - assicurano i lavoratori - che avrebbero così la possibilità di richiedere un rimborso della cassa integrazione non pagata sinora. Per farlo però serve ok dal Ministero dello Sviluppo economico, ed è quello che richiederanno al prefetto la delegazione composta da circa 40 operai, riunitasi questa mattina in protesta in piazza Libertà. Eppure è passato circa un mese dall'ultimo incontro a Roma a cui ha partecipato anche il ministro Barbara Lezzi, che al momento non ha dato risultati. Alle 11.30 è previsto l'incontro con il prefetto Marilisa Magno: "Speriamo che lei possa trasmettere a Roma le nostre istanze, perché il futuro delle nostre famiglie è appeso a un filo" ricordano i lavoratori in protesta, seguiti anche dalle sigle sindacali Fiom Cgil, Cisl e Uil.

La concessione del capannone

In mattinata, intanto, i lavoratori hanno ricevuto una buona notizia, che permetterà un passo in avanti nella vertenza che prosegue ormai da anni. Il giudice fallimentare ha infatti concesso a Selectika il capannone che un tempo ospitava l'azienda di carrelli elevatori in comodato gratuito. Decisione che di fatto spettava al Comune di Modugno, il quale aveva posto come condizione la riassunzione di tutti i 165 lavoratori.

L'accordo avvenuto nella sede dell'Assessorato regionale del Lavoro, come già detto, non lo prevedeva. Un problema che rischiava di arenare la trattativa con Selectika. E ora con questa decisione del giudice fallimentare, una volta risolto il nodo cassa integrazione, si potrebbe prospettare un futuro più roseo - e un natale più felice - per i lavori dell'azienda.

Il Ministero: "Concederemo la cig per il 2018"

Nella tarda mattinata è arrivata per gli operai la notizia tanto attesa. Dall'incontro tra Leo Caroli, a capo della task force regionale sul caso Om, e i rappresentanti del Ministero del Lavoro a Roma è arrivato l'ok per lo sblocco dei fondi per la cassa integrazione dei lavoratori. "Al momento - spiegano dal presidio - è stata confermata per tutto il 2018, ma nel 2019 sono previsti nuovi incontri per lo sblocco anche della successiva annualità". I lavoratori potranno così tirare avanti con i sussidi finché il progetto Selectika non sarà a regime.

Dall'incontro tra la delegazione e il viceprefetto sono invece state sciolte le ultime nebbie sulla questione capannone. È stato lo stesso viceprefetto, Rossana Riflesso, a contattare il sindaco di Modugno, Nicola Magrone, per ottenere lo sblocco del capannone. Previsti anche contatti nei prossimi giorni con la curatela fallimentare della Om Carrelli, così da chiudere una volta per tutte una questione che si trascina avanti da troppo tempo.

Ultimo aggiornamento 20/12/2018 ore 13.38

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