La protesta dei raccoglitori di ferro continua: lavoratori ricevuti in Prefettura

Dopo l'incontro di martedì con il sindaco Decaro, in mattinata una delegazione è stata ricevuta dal Prefetto Carmela Pagano: da tre giorni i rigattieri manifestano in piazza della Libertà contro le nuove norme che impongono l'apertura di una partita Iva per poter esercitare la loro attività

"Ci devono aiutare, ci devono ascoltare, perchè ci è stato tolto il pane". Hanno manifestato anche oggi, in piazza della Libertà, gli 'ambulanti del ferro', i rigattieri che da lunedì scorso sono scesi in piazza per protestare contro le disposizioni contenute nel Collegato ambientale entrato in vigore lo scorso 2 febbraio.

Le nuove norme, che si rifanno ad una legge del 2006, prevedono essenzialmente, per chi esercita l'attività di raccolta e cessione dei materiali ferrosi, l'apertura di una partita Iva e l’obbligo di iscrizione all’albo nazionale dei gestori ambientali. Ma i rigattieri non ci stanno: impossibile, dicono, sostenere i costi che ciò comporterebbe, quando per ogni giorno di lavoro riescono a portare a casa a mala pena una somma di 20, o 25 euro, "appena il necessario per far sopravvivere le nostre famiglie".

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Dopo l'incontro di martedì scorso con il sindaco Decaro, questa mattina una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dal prefetto Pagano. Anche al prefetto, come già al primo cittadino, i rigattieri hanno chiesto di farsi portavoce delle loro istanze a Roma. "Chiediamo una proroga di almeno sei mesi - spiegano - e chiediamo al governo di rivedere questa legge". Intanto il sit-in va avanti, almeno fino a lunedì prossimo. "Noi non ci fermiamo. Siamo manifestando qui, come in Calabria e in Campania". E se entro lunedì non arriveranno risposte - promettono - ci saranno forme di protesta ancora più dure.

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