Villini costruiti su un sito del neolitico a Palese, residenti all'attacco: "Si fermino i lavori, anche se con grave ritardo"

A pochi giorni dall'ingresso delle ruspe nell'area, il Comitato promotore per un Arcipelago Neolitico Metropolitano torna a chiedere uno stop "per la salvaguardia di testimonianze antiche 8500 anni" spiegano

Uno dei sit-in del Comitato

"Uno  scempio che lascia tanto più sconvolti poiché la cultura neolitica di Matera, di cui il villaggio fa parte, è stato uno degli elementi fondanti la iscrizione dei Sassi di Matera nell’Unesco, nella sua designazione a Capitale della Cultura Europea 2019 e argomento centrale nelle mostre che caratterizzeranno questa manifestazione". Parola dei firmatari della petizione per la salvaguardia dei resti del villaggio neolitico scoperto quattro anni fa a Palese, che in questi giorni hanno visto le ruspe entrare nel terreno adiacente per iniziare la costruzione di alcuni villini.

Una scelta a cui il Comitato promotore per un Arcipelago Neolitico Metropolitano si oppone da tempo, tanto da organizzare una serie di sit-in davanti all'ingresso della villa. "La distruzione del villaggio neolitico scoperto quattro anni fa nella zona costiera di Palese (Bari) durante le indagini archeologiche propedeutiche al rilascio del permesso di costruzione di un complesso di ville e resa possibile dal nulla osta della Soprintendenza Archeologica Regionale di Puglia e dal Comune di Bari - scrivono nella nota - sconcerta e amareggia quanti hanno a cuore le radici della nostra antichissima terra e comprendono il valore che le straordinarie testimonianze che una storia antica di 8.500 anni avrebbero potuto consegnare alle future generazioni. La ricchezza e complessità dei ritrovamenti, non solo i reperti tombali ma anche e specialmente il tessuto integro di pavimentazioni residenziali e selciati stradali, ne facevano una rarità sulla scena internazionale".

Nella nota i sottoscrittori chiedono ancora una volta che vengano bloccati gli scavi, "stante la forte possibilità che il villaggio prosegua ben oltre la ristretta area indagata", perché si " valorizzino le tante testimonianze della civiltà neolitica presenti in terra di Bari strappandole alla dimenticanza e alla speculazione".

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