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"Dodici vaccini a medico non bastano", la Fimmg denuncia i ritardi sulle dosi e lancia la protesta #iorispettolafila: il racconto dei dottori

I medici di base hanno rimarcato le problematiche della campagna in Puglia durante l'incontro tenutosi questa mattina in video. "Prendiamo atto positivamente delle scuse del Presidente Emiliano dirette ai medici di famiglia" spiega Nicola Calabrese, Segretario Fimmg Bari

Le 12mila dosi Pfizer che erano destinare alla medicina di famiglia equivalgono a 12 dosi di vaccino a medico, contro i 250mila soggetti fragili che devono essere vaccinati dalla medicina generale nell’Asl Bari. L'allarme arriva dalla Federazione italiana Medici di medicina generale di Bari, che ancora una volta denunciano i ritardi nella consegna delle dosi per la campagna vaccinale in Puglia. Una situazione che continua a provocare disagi, con i medici di base costretti prima disdire gli appuntamenti, poi richiamare i pazienti per fissare un nuovo appuntamento quando l’Asl ha fatto dietrofront.

È quanto emerso questa mattinata durante l'incontro di protesta intitolato #iorispettolafila, organizzato dalla Fimmg Bari in video, a cui hanno partecipato diversi medici di medicina generale, che hanno raccontato le loro difficoltà. "Prendiamo atto positivamente delle scuse del Presidente Emiliano dirette ai medici di famiglia. E registriamo positivamente la direttiva del Direttore generale della Asl Bari che, nel riconoscere il contributo che la medicina generale sta dando alla campagna vaccinale della Asl, ha bloccato oggi il dirottamento delle dosi di vaccino verso gli hub per restituirle ai medici di famiglia a cui erano destinate e quindi alla vaccinazione dei pazienti fragili" ha dichiarato oggi Nicola Calabrese, Segretario Fimmg Bari

“Prendiamo atto positivamente delle scuse del Presidente Emiliano dirette ai medici di famiglia. E registriamo positivamente la direttiva del Direttore generale della ASL BARI che, nel riconoscere il contributo che la medicina generale sta dando alla campagna vaccinale della ASL, ha bloccato oggi il dirottamento delle dosi di vaccino verso gli hub per restituirle ai medici di famiglia a cui erano destinate e quindi alla vaccinazione dei pazienti fragili” - ha dichiarato oggi Nicola Calabrese, Segretario Fimmg Bari durante #iorispettolafila - Giornata di protesta della medicina generale contro il caos vaccini, organizzata da Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) Bari per presentare l’andamento e le criticità organizzative della campagna vaccinale per il Covid-19. 

All'incontro ha partecipato anche Filippo Anelli, presidente dell’Ordine dei medici di Bari, esprimento solidarietà agli appartenenti alla categoria. "Servono regole certe e chiare, altrimenti non si può garantire l’esercizio della professione medica - ha aggiunto - Le scuse del Presidente Emiliano e l’intervento del Direttore Sanguedolce sono un buon presupposto per avviare un confronto che conduca ad una soluzione"

"Siamo qui proprio perché vogliamo garantire i target della vaccinazione e cioè vaccinare i soggetti più deboli. Abbiamo bisogno di segnali certi di superamento della precarietà nell’organizzazione e nella logistica per passare ad un’organizzazione ed ad una logistica strutturalmente integrate nel piano vaccinale regionale che consenta alla medicina generale di raggiungere il proprio target in un tempo certo: l’obiettivo deve essere vaccinare tutti i soggetti fragili nel più breve tempo possibile - aggiunge Calabrese - Abbiamo vaccinato, con gravi disagi, 105.000 pazienti fragili di cui circa il 30% a domicilio; 35.000 in ASL BARI. Abbiamo vaccinato in 15 giorni il 10% di tutti i vaccini somministrati in Puglia nell’arco di quattro mesi. Il contributo che stiamo dando alla campagna vaccinale è fondamentale. Abbiamo bisogno di certezza sulla regolarità della fornitura dei vaccini e sulle quantità e pretendiamo di essere considerati destinatari prioritari dei vaccini, perché hanno priorità i pazienti fragili che noi dobbiamo vaccinare”.

Le richieste della Fimmg Bari

La federazione ha quindi chiesto certezza sulla distribuzione di quantitativi standard settimanali e una logistica che consenta un’adeguata programmazione settimanale. La medicina generale barese stima infatti che servano 250mila dosi per coprire tutti i pazienti fragili dell’Asl Bari, circa il 25% del totale degli assistiti. "La mancanza di certezza sulle forniture mette infatti a rischio anche le seconde dosi di pazienti fragili, come già accaduto per esempio con gli insegnanti, che avrebbero dovuto ricevere la seconda dose entro la decima settimana e invece la riceveranno ben oltre le 12 settimane" ricordano.

Chiedono inoltre regole certe rispetto a chi vaccinare, affinché non si verifichino più interferenze "che sabotano la macchina organizzativa, come i ricorrenti ‘vax day’ destinati a pazienti con particolari patologie, già contattati dalla medicina di famiglia e la cui vaccinazione è già stata programmata. Così si rende inutile il lavoro dei medici di medicina generale e in molti casi si “salta la fila” rispetto ai criteri di priorità stabiliti a livello nazionale. Chiede inoltre regole certe rispetto ai conviventi e ai caregiver per poter finalizzare al massimo la strategia vaccinale evitando inutili conflittualità con i pazienti".

Le difficoltà dei medici

Come riportato dalla Fimmg, l’incontro di oggi ha messo a nudo le grandi difficoltà che stanno affrontando i medici di famiglia che si sono fatti carico per il bene dei propri pazienti di una serie di incombenze nell’ambito di un sistema caratterizzato da grande disorganizzazione, come hanno dimostrato le testimonianze dei medici di famiglia intervenuti. Marco De Robertis, medico di medicina generale di Molfetta, benché infortunato e con una gamba ingessata non ha mai cessato la propria attività e grazie all’aiuto di un collega si è recato negli hub per vaccinare". E come molti altri colleghi è stato informato all’ultimo minuto dal distretto che le dosi promesse non erano disponibili e ha dovuto richiamare tutti i pazienti programmati per rinviare l’appuntamento. Questo crea una grande conflittualità, come dimostra il racconto di Carlo Sarnataro, medico di famiglia al Quartiere Libertà di Bari, che ha dovuto chiamare in più occasioni la forza pubblica a causa delle minacce da parte di cittadini che pretendevano di essere vaccinati. "Per dimostrare che non avevo dosi, ho messo il frigorifero aperto sul marciapiede" ha spiegato Sarnataro Sarnataro.

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