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Migranti lavoratori in protesta davanti alla Prefettura: "Costretti a pagarsi i contributi"

La manifestazione è organizzata da Usb, Associazione La Torre di Babele 2.0, Associazione Firdeus e Comunità del Bangladesh. "Lo Stato continua a chiedere di pagare i contributi Inps ma non ha ancora aperto gli uffici per dar loro una risposta" spiegano dal sindacati

"Dopo nove mesi dall’entrata in vigore del decreto Bellanova e dopo tre mesid all’approvazione del decreto Lamorgese, centinaia di migliaia di lavoratori che hanno presentato la documentazione richiesta sono ancora irregolari". Scendono in protesta davanti alla Prefettura di Bari, i lavoratori migranti, organizzata da Usb, Associazione La Torre di Babele 2.0, Associazione Firdeus e Comunità del Bangladesh.

"Una legge del dicembre 2020, che permette la ripresentazione delle domande di permesso di soggiorno, rimane ancora oggi inosservata e inapplicata dagli organi dello Stato - spiegano in una nota - Ne chiediamo l’applicazione a livello nazionale".

E parlano di "sanatoria truffa", riguardo alle legge del 2020, che ha portato 207.542 lavoratori hanno versato per la maggior parte di tasca loro gli oltre 600 euro spettanti ai datori di lavoro, ma "non hanno a tutt’oggi ricevuto alcuna chiamata da parte del Ministero degli Interni - aggiungono - Oltre cento milioni di euro versati allo Stato senza risultato". E ricordano che alle lavoratrici domestiche, ai braccianti, ai lavoratori della logistica, del commercio, della ristorazione, a tutti i lavoratori migranti che hanno fatto domanda di regolarizzazione, "lo Stato continua a chiedere di pagare i contributi Inps ma non ha ancora aperto gli uffici per dar loro una risposta. Questa mancata regolarizzazione mantiene sotto ricatto migliaia di lavoratori, impossibilitati a far valere i propri diritti sul posto di lavoro, ed impedisce di rivolgersi al sistema sanitario in una fase così drammatica a causa della pandemia". Una condizione che "favorisce il mancato rispetto di ogni forma di sicurezza sul lavoro e il riproporsi di tragedie, con decine di lavoratori stranieri morti per andare al lavoro con mezzi insicuri o nelle proprie dimore di fortuna".

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