Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca Madonnella

"Rubinetti a secco da mesi": blitz all'Aqp dei residenti di Marconi e Madonnella

Questa mattina una decina di persone hanno manifestato davanti alla sede di Acquedotto Pugliese nel quartiere Murat. La replica: "Garantiamo la pressione minima di 0,5 bar"

La protesta davanti alla sede dell'Aqp

Manca l'acqua da mesi in casa per le faccende quotidiane e i residenti dei quartieri Madonnella e Marconi inscenano una protesta all'ingresso della sede centrale di Acquedotto pugliese, la società che gestisce l'approvigionamento idrico in Puglia. Una decina i manifestanti riunitisi davanti all'edificio del quartiere murattiano in mattinata, chiedendo spiegazioni sui disservizi degli ultimi mesi, causati dall'inaridimento degli invasi derivato dalle poche piogge cadute sul territorio nell'ultimo periodo.

Maria: "Ho la cisterna al piano ma non riesco a lavarmi"

Una situazione che investe anche chi ha pensato in passato di dotarsi della cisterna al proprio piano di residenza, come la signora Maria. "Abbiamo avuto problemi già da maggio, periodo in cui la pressione è stata parzialmente diminuita nella nostra abitazione. Situazione poi peggiorata intorno a settembre: l'acqua esce in quantità minima, spesso il flusso è proprio inesistente. Non posso farmi la doccia o lavare i panni e i piatti. Non si può vivere così per interi mesi". 

Chi invece non è dotato della cisterna al piano, vive una situazione se possibile anche peggiore. "Noi siamo costretti ad alzarci alle 4 del mattino - commenta una residente del quartiere Madonnella - per riempire i catini d'acqua e riuscire a lavarci in quell'unica ora in cui dai rubinette fuoriesce l'acqua. Ultimamente, però, non si riesce neanche a riempire totalmente un secchio". Due voci di protesta che rappresentano i due quartiere più colpiti dalle riduzioni di pressione apportate da Acquedotto pugliese da luglio scorso, anche nella zona del 'Villaggio Trieste', a San Cataldo. 

Aqp: "Cerchiamo soluzioni alternative, ma serve l'autoclave condominiale".

La questione, comune nel territorio pugliese, è derivata dallo scarso approvigionamento idrico negli invasi di Aqp, soprattutto a causa dell'innalzamento delle temperature e dei brevi periodi di maltempo degli ultimi mesi. Una situazione che una semplice cisterna non può risolvere: "Noi garantiamo la pressione minima per legge al contatore, che è di 0,5 bar - spiegano da Aqp -. La cisterna al piano però non garantisce un maggiore approvigionamento, perché serve un sistema di 'tiraggio' che dal piano terra porti l'acqua ai piani più alti del condominio, che soffrono maggiormente della pressione ridotta". Una spesa nell'ordine del centinaio di euro, che però non tutti i palazzi possono sobbarcarsi, come spiegano i residenti infuriati, oltretutto dopo aver convinto tutti i condomini.

Intanto Aqp sta cercando in tutti i modi di correre ai ripari e ridurre al minimo i disagi. La scorsa settimana è terminata una ricognizione con un drone subacqueo per scovare eventuali perdite nella Condotta centrale che porta l'acqua in Puglia, ma si sta cercando anche di sfruttare i pozzi sotterranei per riuscire a rafforzare il più possibile l'approvigionamento. Una situazione che però, a meno di acquazzoni prolungati e costanti, rischia di non sbloccarsi nel breve periodo.

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