Sciopero dei docenti all'Università, gli studenti insorgono: striscioni e lettere di protesta in Ateneo e al Campus

Il blocco degli esami seguito allo sciopero indetto dal Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria ha portato a una protesta dell'associazione Link

Parte lo sciopero dei docenti negli Atenei baresi e gli studenti insorgono. In giornata, infatti, i componenti dell'associazione studentesca Link hanno appeso alcuni striscioni di protesta nei Dipartimenti dell'Università degli studi Aldo Moro e negli spazi del Campus di via Orabona. Sul tessuto parole chiare: "Non sulla nostra pelle", per ricordare che il blocco degli esami legato allo sciopero indetto dal Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria non può bloccare le carriere universitarie degli iscritti.

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La lettera ai docenti

Non solo striscioni di protesta, anche una lettera che è indirizzata a tutti coloro che hanno aderito. Di seguito il testo a firma dei componenti di Link:

"Gentilissimi professori e professoresse,
Siamo i 50.000 studenti che, da tutta Italia, in questi mesi hanno lanciato un appello per chiedere che le modalità di sciopero, indette dal Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria, non vadano a frantumare ancor di più una comunità accademica già pesantemente attaccata e divisa dalle politiche degli ultimi governi.

In queste settimane, stiamo assistendo al fallimento delle forze politiche nel formare un nuovo governo ma, nonostante la mancanza al momento di un interlocutore politico, apprendiamo che il Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria è intenzionato comunque a portare avanti lo sciopero indetto.

In un contesto così precario, purtroppo, le giuste rivendicazioni passano in sordina di fronte ai giochi di potere che si stanno consumando in questi giorni nel panorama nazionale; è evidente che in questo contesto gli unici che subiranno il disagio dello sciopero saranno proprio gli studenti. La sessione estiva è sempre stata fondamentale per rientrare nei tempi imposti dalle nostre università e dal sistema del diritto allo studio. Gli appelli di Giugno e Luglio sono gli ultimi utili per acquisire i crediti necessari per ottenere la borsa di studio per l’anno successivo e per beneficiare della riduzione delle tasse in relazione al proprio reddito.

Crediamo, pertanto, che, in un periodo di forte instabilità politica e incertezza governativa, si possano ripensare in maniera più inclusiva le modalità e le tempistiche dello sciopero per riuscire realmente ad incidere e ripartire dai luoghi della formazione per ridare dignità all’intero Paese. Le università possono e devono essere luoghi dove costruire un fronte unitario per far sì che il prossimo interlocutore rimetta al centro dell’agenda politica l’Istruzione e la Ricerca, che giocano un ruolo strategico nel miglioramento e nel cambiamento del nostro Paese. Siamo disponibili a confrontarci e rilanciare nel primo periodo utile lo sciopero, in una modalità che possa coinvolgere tutte le componenti e, perchè no?, a intaccare e bloccare lo svolgimento delle lezioni universitarie.

Cambiare l’università e le condizioni nelle quali è vissuta è quanto mai necessario. Facciamolo insieme, come comunità universitaria, con i dottorandi senza borsa, con i ricercatori precari, con i tecnici amministrativi, con i docenti ai quali non sono stati riconosciuti gli scatti stipendiali, con tutti noi studenti che abbiamo subìto lo smantellamento del welfare studentesco e, infine, con tutte le componenti che vorranno intraprendere questa battaglia."

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