Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Inizio anno scolastico tra le proteste a Bari: striscioni contro classi pollaio e scuole chiuse davanti agli istituti

L'iniziativa è stata organizzata da Priorità alla scuola: tra le tematiche affrontate, anche la didattica a distanza. Davanti all'istituto Del Prete è in corso un sit-in contro la chiusura

Non solo doppi turni di ingresso e grande emozione, l'avvio dell'anno scolastico a Bari ha portato anche qualche protesta. Davanti agli istituti secondari di secondo grado del capoluogo, infatti, sono apparsi diversi striscioni, apposti sui portoni dal movimento Priorità alla scuola Puglia. Diversi i temi alla base della manifestazione, che vanno dalla didattica a distanza ("Voglia la scuola in presenza tutto l'anno" si legge davanti al Flacco) alla mancanza di strutture adeguate per ospitare gli studenti ("Carenze strutturali non si vaccinano") e le cosiddette 'classi pollaio' ("15 studenti per classe possono bastare", "Abrogare la Legge Gelmini"). 

I manifestanti hanno organizzato anche un sit-in di protesta davanti all'istituto Del Prete, per cui era stata anche organizzata una raccolta firme per debellarne la chiusura. Come già promesso, i genitori hanno organizzato una 'lezione all'aperto' per gli studenti. Nel pomeriggio è poi in programma un nuovo sit-in davanti all'Ufficio Scolastico regionale e un incontro con il direttore dell'Usr.

Il movimento pugliese - che vede anche la collaborazione di  Cobas, FuoriMercato, Coordinamento Nazionale Precari Scuola, Unione degli Studenti, Rifondazione comunista e Potere al popolo - ha indicato sui social con un lungo post i motivi della protesta:

NON ACCETTEREMO un altro anno “a singhiozzo”,

VOGLIAMO garanzie di presenza e continuità in tutta Italia e in tutte le scuole di ogni ordine e grado,

NON VOGLIAMO rivedere lo scempio di Regioni e Comuni che tengono chiuse le nostre scuole secondo il proprio variabile arbitrio,

VOGLIAMO l’abrogazione della norma che consente la formazione di classi-pollaio.

Protestiamo perché:

1. Nulla è stato fatto per ridurre gli alunni per classe e per dare più spazi alle scuole, perciò rimane una enorme percentuale di studenti in condizione di affollamento: ci mobilitiamo a oltranza per arrivare ad abrogare la norma della Riforma Gelmini che consente la formazione di classi pollaio e per ottenere una legge che cambi il numero degli alunni per classe;

2. Sappiamo che troppi istituti superiori in Italia hanno già reintrodotto, con l’assenso dei Collegi e dei Consigli d’Istituto, una Didattica a Distanza strutturale o paradossali forme di “DAD di prossimità” (lezioni seguite in sede ma su schermo), a smentita delle affermazioni del Governo e del ministro Bianchi per cui nessun alunno dovrebbe fare nemmeno un’ora di Dad, salvo quarantene;

3. Strutturare di fatto la DAD ha un unico risultato: arricchire le piattaforme digitali e i fornitori di servizi, impoverendo la Scuola e svilendo il diritto allo studio;

4. Il piano scuola 2021/22 non ha proposto nessuna soluzione concreta alle carenze strutturali che affliggono la scuola da decenni, ma che sono state e saranno le principali responsabili nell’impedire un’adeguata gestione dell’emergenza sanitaria, con il risultato di comprimere il diritto all’istruzione in tutta Italia. Il ministero ha preferito ottenere la deroga alla norma di distanziamento piuttosto che intraprendere soluzioni strutturali;

5. Una scuola pubblica che non funziona ha prodotto, negli ultimi due anni, una spaventosa crescita del disagio psicofisico nelle fasce adolescenziali, un incremento del tasso di abbandono scolastico, un peggioramento della qualità della formazione;

6. Le carenze di personale non sono state risolte, per la volontà del Governo e del Ministero di non stabilizzare i precari; le nomine del personale ATA e del personale Docente, contrariamente a promesse e proclami, sono in ritardo anche quest’anno e le nomine attraverso le Graduatorie Provinciali per le Supplenze, con numerosi errori da correggere, impediscono il raggiungimento del tempo scuola;

7. Anche a nomine fatte, il tempo pieno nelle scuole primarie e dell’infanzia è ancora un miraggio in molte parti d’Italia;

8. Non è accettabile che non sia stata ancora affrontata seriamente la questione trasporti in merito alla loro capienza e frequenza;

9. Non è accettabile che la scuola riparta, a settembre 2021, con protocolli rigidi per la fascia 6-12 e con criteri di quarantena sostanzialmente immutati a fronte del tasso di vaccinazione raggiunto tra i docenti e nel Paese; il ministro Bianchi esalta come una conquista il fatto che “solo la classe va in quarantena” ma è esattamente la stessa situazione che abbiamo vissuto lo scorso anno scolastico e che ha provocato la scuola “a singhiozzo”! Oggi vanno previste quarantene selettive garantite da un efficace tracciamento. Inoltre, i protocolli devono essere flessibili, chiari e congrui alla effettiva situazione pandemica, adattati al mutare delle mutevoli situazioni epidemiologiche;

10. Non è accettabile che i protocolli non siano chiari e applicabili su tutto il territorio nazionale uniformemente

11. Non è accettabile che le quarantene delle lavoratrici e dei lavoratori non siano retribuite;

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