Cronaca

Pubblicità 'regresso': Emiliano predispone la rimozione di un controverso manifesto

Dopo l'ennesima cattiva trovata pubblicitaria di una nota azienda di oreficeria e gioielleria, il sindaco Emiliano reagisce con la censura e ordina la rimozione dell'ultima 'creazione' della suddetta azienda

Questa mattina ero in giro per la città alla ricerca di un varco nella zona fra Palese-San Paolo e statale 16 al fine di poter immortalare con qualche scatto il caos relativo alla protesta degli immigrati residenti al Cara. Imbottigliato nel traffico, mi si è palesata davanti un'immagine che mi ha fatto sobbalzare: mi riferisco all'ultima trovata pubblicitaria di una (ahimè) nota azienda di oreficeria e gioielleria. Da qualche giorno, infatti, è possibile trovare nelle nostre strade enormi cartelloni ritraenti un'avvenente e ammiccante signorina ritratta in tre diverse pose (fronte, retro e profilo) vestita solo di un succinto bikini nero. Le pose immortalano la giovane donna 'corredata' del logo dell'azienda piazzato in tre diversi 'strategici' punti del corpo, uno per ogni posa. A dare il senso (già di per se piuttosto lampante) del 'doppio senso' intrinseco dello spot in questione, arriva lo slogan della pubblicità che recita testualmente: "E tu dove glielo metteresti?". Senza considerare che la donna ritratta dalla suddetta azienda è Barbara Montereale, nota ai più per la vicenda del 2009 relativa ai presunti festini a luci rosse di Palazzo Grazioli e Villa Certosa, possiamo affermare che lo scempio di questa azienda pare non aver mai fine.

E' passato solo qualche mese, infatti, da una censura ricevuta in passato dalla stessa per un'altra controversa pubblicità dove il proprietario era travestito addirittura da Pontefice, fatto questo che fece infervorare monsignor Alberto D'Urso portandolo a chiedere e ottenere l'immediata cessazione della campagna pubblicitaria in corso. A quanto pare, però, la lezione perpetrata nei confronti dell'irriverente proprietario dell'azienda in questione non ha sortito effetto visto che la nuova campagna è, nei limiti del possibile, ancora peggiore della precedente. Oltre che non essere minimamente divertente, lo slogan e le foto corredate lasciano, infatti, ben poco all'immaginazione e sono estremamente offensive per la categoria femminile e non solo. Non si tratta di fare semplice e mera retorica o falsi moralismi ma ritengo personalmente che 'il troppo è troppo'.

E, per fortuna, non sembro essere l'unico a pensarla così: il sindaco Emiliano, infatti, evidentemente avvisato dello scalpore creato dalla campagna, ha disposto la rimozione dei manifesti tramite un post pubblicato su Facebook. Il primo cittadino, a Roma per la vertenza OM Carrelli, ha difatti così scritto sulla sua bacheca: "Ho disposto l'immediata rimozione del manifesto ingiurioso che è stato affisso da un'azienda che devo duramente censurare senza farne il nome per evitare che il suo scopo sia conseguito. È evidente che si mirava all'eco di stampa per amplificare l'effetto comunicativo. Invito dunque a non citare più il nome e a non pubblicare le immagini del manifesto". L'eco di stampa, e non solo, l'azienda l'ha ricevuto sicuramente; ora si spera che possa arrivare anche qualche altra sanzione, oltre alla censura, vista la recidività di comportamento dei responsabili di questa azienda.
 

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