Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca

Punta Perotti: Strasburgo respinge il ricorso, l'Italia pagherà i costruttori

La Corte europea dei diritti dell'uomo dice no al ricorso presentato dal governo, che aveva chiesto l'annullamento della sentenza sul risarcimento di 49 milioni di euro ai costruttori dell'ecomostro

Lo Stato italiano dovrà versare il risarcimento di 49 milioni di euro ai costruttori di Punta Perotti, così come stabilito a maggio. La Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo chiude il lungo contenzioso (almeno per quello che riguarda il coinvolgimento delle istituzioni europee) sull'abbattimento dell'ecomostro, respingendo il ricorso del governo contro la sentenza che lo obbligava a risarcire i costruttori.

Punta Perotti: la Corte europea decide per risarcimento ai costruttori

Le tre società costruttrici del complesso residenziale (Sud Fondi, Mabar e Iema), confiscato e successivamente abbattuto nell'aprile 2006, si erano rivolte presentando ricorso contro la confisca dell'immobile, basato sul fatto che in realtà c'era stata una sentenza che aveva assolto i costruttori perché le licenze edilizie erano state rilasciate dal Comune. Dunque, non essendoci stata una condanna penale, non avrebbe potuto esserci neppure il provvedimento di confisca.

A maggio la Corte europea aveva riconosciuto le ragioni dei costruttori, fissando l'entità del risarcimento a Punta Perotti: la Corte europea decide per risarcimento ai costruttori
49 milioni di euro, contro i 350 milioni di euro chiesti dai ricorrenti.
Punta Perotti, il Governo fa ricorso: "Anomalie sul calcolo dell'indennizzo"
Ma ad agosto il governo aveva deciso di presentare ricorso contro la sentenza, poichè ci sarebbero "anomalie sul calcolo dell'indennizzo".  Con la sentenza odierna, tuttavia, la Grance  ha messo la parola fine al contenzioso, condannando l'Italia a pagare
il risarcimento più alto mai imposto a uno Stato.

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