Movida 'selvaggia' nel quartiere Umbertino, il caso approda in Comune. I residenti: "Troppi locali e poca sicurezza"

Tavolo di confronto a Palazzo di Città dopo le denunce degli abitanti della zona, moltiplicatesi nelle ultime settimane: "Serve un controllo vero del territori

La questione della 'movida' chiassosa nel quartiere Umbertino di Bari approda a Palazzo di Città. In Comune, si è riunito il tavolo di confronto al quale hanno preso parte, tra gli altri, i rappresentanti del locale comitato di residenti,  il sindaco Antonio Decaro, il dg del Comune, Davide Pellegrino, gli assessori Carla Palone e Pietro Petruzzelli, il presidente dell'Amiu Sabino Persichella e il Comandante della Polizia Locale, Michele Palumbo.

Una riunione per fare il punto sulla situazione denunciata nei giorni scorsi dagli abitanti del quartiere, costretti a sopportare "notti insonni" e caos anche fino ad ora tarda, per la presenza di locali decine di locali aperti e di migliaia di giovani. Il Comitato Umbertino ha presentato un lungo elenco di richieste per limitare il fenomeno molesto: tra queste, l'istituzione delle zone di tutela per aree di pregio artistico, il "decongestionamento" dei locali in favore di poli gastronomici in altri quartieri e la riapertura al traffico dell'ultimo tratto di via Bozzi, attualmente pedonale. 

"Sperimentare le zone 30"

Sul fronte della viabilità, spiega Mauro Gargano, presidente del Comitato Umbertino, "è stata avanzata la richiesta di inserire il quartiere in zona 30 (chilometri orari, ndr),  per consentire una vasta area di utilizzo dei mezzi, dare sicurezza agli utenti dei vari locali. L'Umbertino a ridosso del centro, con strade ad unico senso di marcia e per la sua conformazione ben si presta a tale sperimentazione. Peraltro con posizionamento di passaggi pedonali rialzati a garanzia dei pedoni" aggiunge Gargano.

I cittadini: "Serve controllo vero del territorio"

Non solo meno locali rispetto ai 48 attualmente presenti nel quadrilatero Umbertino a cui si aggiungono 3 food-truck. Una delle questioni principali è infatti rappresentata dall'eccessiva presenza di rifiuti: "Si tratta  - spiegano dal Comitato - di una minaccia all'igiene pubblica e un pregiudizio per il decoro della zona".  L'afflusso di migliaia di persone, inoltre, per i residenti, crea problemi di sicurezza: "Chiediamo - rimarcano i cittadini - un effettivo controllo del territorio, attualmente carente. La zona si trasforma in un'area di spaccio di droga con violenza, abusi e prevaricazioni. Serve una postazione fissa o mobile della Polizia Locale ma anche una maggiore presenza di videocamere. Tra le soluzioni che proponiamo anche una limitazione degli orari degli esercizi di ristorazione e maggiori controlli sulle emissioni sonore".

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Decaro: "Individuare regole che vadano bene per tutti"

Infine, i residenti propongono di estendere la zsr anche oltre gli orari abituali creando zone esclusive per gli abitanti della zona, aumentando i posti auto con l'eliminazione dei cassonetti, attualmente posizionati sulle strisce blu. Il tavolo di confronto si riunirà nelle prossime settimane con l'obiettivo di mettere in pratica almeno una parte delle proposte presentate dai cittadini: "E' una questione complessa  - spiega il sindaco Antonio Decaro - che tiene insieme diverse esigenze e diverse istanze. Stiamo parlando di un'area della città che è sottoposta ad una grande spinta di sviluppo che se da un lato è un valore positivo per la città dall'altro occorre tutelare la vivibilità della zona per i residenti. Il nostro obiettivo è individuare delle regole che fungano da facilitatore per agevolare la convivenza di un'area della città che inevitabilmente sta crescendo e sta diventato meta di tante ragazze e ragazzi ma anche migliaia di turisti che rappresentano un'economia importante per la città".

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