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Raccoglitori di ferro, dal Comune un protocollo per sostenere la creazione di cooperative

Sì della giunta all'accordo con le associazioni di categoria: l'obiettivo è quello di favorire l'accesso ad incentivi economici e formazione, per consentire agli 'ambulanti dei ferri vecchi' di riunirsi in cooperative e adeguarsi alla nuova normativa

Dopo settimane di pacifica protesta davanti a Palazzo di Città, e la lettera inviata dal sindaco Decaro al ministro dell'Ambiente Galletti, il Comune gioca la carta del protocollo con le associazioni di categoria per aiutare i raccoglitori di ferro. Gli 'ambulanti dei ferri vecchi', infatti, dall'inizio di febbraio devono fare i conti con le nuove e più stringenti norme contenute nel Collegato ambientale, che prevedono, tra le altre cose, l'apertura di una partita IVA e la tenuta di un formulario per chi esercita tale attività.

Questa mattina, su proposta del sindaco Antonio Decaro, la giunta municipale ha approvato il protocollo d’intesa tra Comune di Bari, Confcooperative Unione Interprovinciale BARI-BAT e Legacoop Puglia per favorire il reinserimento sociale e lavorativo dei raccoglitori di materiali ferrosi attraverso la creazione di cooperative. La firma del protocollo avverrà domattina alle ore 9 presso la sala giunta di Palazzo di Città  alla presenza dei due presidenti Carmelo Rollo (Legacoop) e Pino Cozzi (Confcooperative). Successivamente sarà attivato un dialogo con la Regione Puglia per gli aspetti relativi al sostegno e allo sviluppo del movimento cooperativistico con particolare riguardo agli incentivi economici e alla formazione.

“Avevo già avuto modo di rappresentare al Ministro Galletti la nostra volontà di sostenere le istanze dei raccoglitori ambulanti di materiali ferrosi - commenta Antonio Decaro - che provvedono con la loro attività a percepire il minimo indispensabile per la propria sopravvivenza e quella dei loro familiari e che, diversamente, si vedrebbero costretti a vivere di espedienti. Considerata l’utilità del servizio che i rigattieri  svolgono ripulendo il suolo cittadino da rottami che altrimenti resterebbero abbandonati, e che invece entrano nella filiera del recupero con significative ricadute economiche, abbiamo ritenuto doveroso percorrere la strada dell’interlocuzione istituzionale per aiutarli a legalizzare la propria condizione lavorativa. Crediamo che la strada giusta sia quella di dar vita a cooperative di raccolta che possano dotarsi degli strumenti previsti dalla legge per svolgere alla luce del sole questo tipo di attività. In questo percorso abbiamo incassato la disponibilità di Legacoop e Confocooperative, che ringrazio per la sensibilità, e contiamo di poter interessare la Regione Puglia per quanto di sua competenza in materia di sviluppo della cooperazione”.

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