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Rifiuti, disagi in vista per il nuovo sciopero degli operatori

Il 13 e 14 luglio nuovo stop degli addetti del comparto di igiene ambientale: a rischio le attività di spazzamento delle strade e di raccolta. L'appello ai cittadini: "Evitate di gettare la spazzatura"

Netturbini e addetti del settore di igiene ambientale nuovamente in sciopero. Uno stop di due giorni, quello indetto a livello nazionale per le giornate del 13 e 14 luglio, che rischia di creare pesanti disagi per la presenza dei rifiuti nelle città.

AGGIORNAMENTO: ACCORDO RAGGIUNTO, SCIOPERO REVOCATO

L'astensione dal lavoro indetta Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel è legata al mancato rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro FISE/Assoambiente, e segue altri due scioperi (di un solo giorno), proclamati rispettivamente a maggio e a giugno, con conseguenti disagi per i cittadini. Problemi che la prossima settimana potrebbe risultare anche amplificati, con uno stop più lungo - questa volta lo sciopero sarà di 48 ore - e in piena estate. Ad essere rischio saranno, oltre ai servizi amministrativi, anche quelli di spazzamento delle strade e di raccolta dei rifiuti (sia stradale che domiciliare, laddove è attivo il sistema porta a porta).

Nella giornata del 13 luglio, a Bari è prevista una manifestazione regionale, con un corteo che partirà da piazza Castello alle ore 9,30 e conclusione in piazza Libertà, davanti alla sede della Prefettura. Nel secondo giorno di sciopero, invece, si terranno iniziative territoriali con attività di volantinaggio per informare i cittadini sulle motivazioni dello sciopero e incontri con i sindaci.

Intanto, le aziende affidatarie del servizio di raccolta rifiuti nei vari Comuni invitano i cittadini a collaborare per limitare i disagi, ed evitare accumuli di spazzatura in strada. L'appello è a "limitare o evitare" il conferimento dei sacchetti di immondizia durante i due giorni in cui i servizi saranno sospesi a causa dello sciopero.

L'ennesimo sciopero degli operatori del comparto di igiene ambientale cade in un momento già molto delicato per la Puglia, che a causa della chiusura di alcuni impianti, ha dovuto anche chiedere aiuto a regioni del Nord (come Veneto ed Emilia Romagna) per smaltire i rifiuti, con un aumento dei costi che, inevitabilmente, peserà sui cittadini. Da più parti, si sottolinea la necessità di approvare in tempi brevi - anche prima delle ferie estive - una nuova legge regionale sul ciclo dei rifiuti per salvare la Puglia dal rischio caos.

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