Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Spese dal fondo di rappresentanza, "Fitto non causò danno alla Regione". I difensori: "Dimostrata correttezza del suo operato"

La decisione dei giudici della Corte di Appello civile di Bari che hanno rigettato la domanda di risarcimento dell'ente. La vicenda contestata risale al 2004, quando Fitto era presidente della Regione

"La Corte d'Appello Civile di Bari, chiamata a pronunziarsi dalla Corte di Cassazione sul potenziale danno causato alla Regione dalla condotta di Fitto quando egli presiedeva la Regione Puglia, ha ritenuto che non vi fu illeceità nella gestione da parte della Regione del fondo di rappresentanza, dal momento che le scelte furono tutte compiute nell'ambito dell'esercizio di un potere discrezionale, e quindi in modo esente da rimproveri". E' quanto evidenziano in una nota, riportata dall'Adnkronos, i difensori di Raffaele Fitto, gli avvocati Francesco Macario, Luciano Ancora e Antonietta Sacchetti dello studio Fps. 

La vicenda, per la quale i giudici hanno rigettato la domanda di risarcimento della Regione Puglia, risale al 2004, quando Fitto era presidente dell'ente e riguarda l’utilizzo di circa 189 mila euro del 'Fondo di rappresentanza' del presidente. 

"Inoltre, la Corte ha anche ritenuto come le iniziative ritenute meritevoli di sostegno regionale non siano apparse 'inutili o comunque non prioritarie rispetto a spese più urgenti, oppure non equilibrate quanto ai profili del rapporto costi-benefici o qualità-prezzo o disponibilità di migliori soluzioni alternative, ecc.', anche perché la Regione sul punto nulla aveva dedotto, e tantomeno provato", aggiungono. I difensori di Fitto, Francesco Macario, Luciano Ancora e Antonietta Sacchetti (studio Fps) sottolineano con "soddisfazione la qualità della decisione della Corte, che pone la parola fine su un'accusa che si protrae da diciassette anni e che, così valutata , riconosce, ulteriormente, la correttezza con la quale Fitto ha amministrato la cosa pubblica, durante il suo mandato di rappresentante regionale". La Regione, nel giudizio, era rappresentata dall'avvocato Massimo Leccese.

Il gruppo regionale FdI: "Dopo 17 anni giustizia è fatta, ma chi paga i danni o chiede scusa?"

Sulla vicenda sono intervenuti, in una nota congiunta, i consiglieri del gruppo regionale di Fratelli d’Italia (il capogruppo Ignazio Zullo e i consiglieri Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Luigi Caroli, Renato Perrini e Francesco Ventola): "Non avevamo mai avuto dubbi conoscendo da anni la correttezza istituzionale e comportamentale di Raffaele Fitto: da presidente della Puglia non ha causato alcun danno alla Regione quando ha utilizzato il Fondo del Presidente. La Corte d’ Appello Civile di Bari ha ritenuto, infatti, che non vi fu illeceità perché le scelte furono tutte compiute nell’ambito dell’esercizio di un potere discrezionale, e quindi in modo esente da rimproveri. Non solo, ma nell’ambito di questa discrezionalità l’on. Fitto non ha mai effettuato spese ‘inutili o comunque non prioritarie rispetto a spese più urgenti, oppure non equilibrate quanto ai profili del rapporto costi-benefici o qualità-prezzo o disponibilità di migliori soluzioni alternative, ecc.’ Una sentenza che pone la parola fine a un’accusa che si protrae da 17 anni e che è stata puntualmente utilizzata dagli avversari in campagna elettorale per discreditare e offendere Fitto e il centrodestra. Un’accusa frutto di un’indagine che travolse il governo Fitto e molto probabilmente segn? le elezioni regionali del 2005, perse contro Nichi Vendola e che come una bomba a orologeria è tornata in ballo alle ultime regionali 2020 quando, due giorni prima del voto, un quotidiano nazionale schierato a sinistra dedic? all’accusa tutta la prima pagina. Qualcuno pagherà tutto questo o, quando meno, chiederà scusa?".

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