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Altamura, rapina a mano armata al distributore: fermati i presunti responsabili

Nell'assalto, avvenuto lo scorso 28 ottobre , i rapinatori ferirono con un colpo di pistola il figlio 25enne del titolare. I carabinieri hanno identificato tre persone: i due autori del colpo e una donna che li avrebbe aiutati dopo la fuga

Tre persone sono state fermate dai carabinieri per l'assalto ad un distributore di benzina avvenuto lo scorso 28 ottobre ad Altamura. Nel corso della rapina, i banditi esplosero due colpi di pistola, ferendo ad una spalla un 25enne, figlio del titolare della stazione di servizio.

LA RAPINA - In particolare quel giorno il 19enne, incensurato, con il volto coperto da sciarpa e cappellino, dopo essere sceso dall'auto - una Fiat Uno bianca appena rubata - aveva minacciato l'addetto al rifornimento, impossessandosi del bottino di circa 300 euro. Al tentativo di reazione del ragazzo, figlio del titolare, aveva esploso un primo colpo di pistola. In soccorso del giovane era arrivato il fratello, che si trovava alla cassa del bar della stazione di servizio. Il 19enne aveva quindi esploso un secondo colpo, ferendo alla spalla il ragazzo.

IL VIDEO DELLA RAPINA

LE INDAGINI - Le immediate ricerche, svolte anche con l’ausilio di un elicottero, hanno consentito ai carabinieri di rinvenire l’auto utilizzata dai banditi. L’accurato sopralluogo della Sezione Investigazioni Scientifiche, una capillare raccolta di tutti i video di sorveglianza di zona della città e l’individuazione di testimoni dell’accaduto, sono stati gli ingredienti che hanno consentito ai carabinieri di individuare i due presunti rapinatori, entrambi altamurani: uno diciannovenne incensurato, ritenuto l’autore materiale del ferimento a colpi di pistola; l’altro, un 34enne pregiudicato, il complice che era alla guida dell’auto rubata utilizzata per la rapina. Sottoposta a fermo anche una donna 52enne, domiciliata a Gravina di Puglia: aveva atteso i rapinatori e, abbandonata l’auto rubata, li aveva portati, a bordo della sua vettura “pulita”, nei pressi di un supermercato dove, in un fondo agricolo, i due avevano nascosto la pistola interrandola alla base di un muro perimetrale. Immediatamente dopo, tutti assieme, erano entrati nel supermercato, per fare la spesa con i soldi rapinati. La pistola, una scacciacani modificata, verrà sottoposta ad esami balistici per verificare l’eventuale compatibilità con recenti fatti di sangue verificatisi in zona.

I NOMI DEI FERMATI

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