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Assalti ai tir, sgominata banda: sette arresti dei carabinieri

Avrebbero compiuto numerosi colpi con tecnica "paramilitare" ai danni di autotrasportatori nelle province di Bari e della Bat. A capo del gruppo due persone ritenute vicine al clan Parisi

Un’auto blocca la strada al tir carico di merce, obbligando l’autotrasportatore a fermarsi. Il camionista viene costretto a scendere, incappucciato e fatto salire a bordo della vettura dei rapinatori, mentre altri complici si mettono alla guida del mezzo pesante, dirigendosi verso i depositi dove verrà stoccata la merce rubata. Un’azione veloce, da portare a termine in non più di un’ora, tra assalto, scarico del tir rubato e rilascio del conducente,  liberato sempre in zone periferiche o di campagna, in modo da ritardare l’allarme, e guadagnare tempo per agire indisturbati.

VIDEO: LA BANDA  IN AZIONE E L'OPERAZIONE DEI CARABINIERI

Un modus operandi collaudato, con il quale la presunta banda di rapinatori sgominata oggi dai carabinieri avrebbe messo a segno almeno sei colpi in meno di due settimane.  Sette le persone arrestate (un’ottava è sfuggita alla cattura ed è tuttora ricercata) accusate di associazione per delinquere finalizzata a rapine aggravate a Tir e sequestro di persona in danno di autotrasportatori.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

Le indagini, condotte dai carabinieri della Compagnia Bari Centro e coordinate dal sostituto procuratore Fabio Buquicchio, hanno preso avvio nel settembre 2015, in seguito all’escalation di episodi registrata in provincia di bari e anche nella Bat. Tra i colpi attributi alla banda, anche l’assalto ad un tir carico di caffè  avvenuto proprio nel settembre 2015 a Bari, nei pressi di via Amendola. Già ad ottobre, gli investigatori riescono a fermare sei presunti componenti del gruppo, recuperando un autotreno rubato e tre auto utilizzate per  gli assalti, di cui una ‘blindata’ sul retro per far fronte ad eventuali  ‘attacchi’ delle forze dell’ordine. I carabinieri recuperano anche ricetrasmittenti, chiodi a quattro punte e jammer, disturbatori di frequenze tipicamente utilizzati nelle rapine per inibire allarmi e comunicazioni delle forze dell’ordine.

L’attività investigativa prosegue, muovendosi anche a ritroso, permettendo ai carabinieri di ricostruire struttura e ruoli della banda, capeggiata, secondo gli investigatori, da due soggetti (all’epoca sottoposti alla sorveglianza speciale, la cui violazione viene loro contestata), ritenuti vicini al clan Parisi di Japigia: Michele Genchi (48 anni) e Giuseppe Scorcia (57 anni). Tra gli arrestati figura anche una donna, il cui ruolo, secondo gli investigatori, sarebbe stato quello di ‘vedetta’. Durante le operazioni di svuotamento dei tir rubati, fingendo di appartarsi in auto, avrebbe avuto il compito, insieme ad un altro complice, di sorvegliare l’area intorno ai depositi, ubicati prevalentemente nelle campagne tra Sannicandro e Cassano. Ulteriori indagini sono inoltre in corso per far luce sui canali di ricettazione utilizzati dalla banda per smistare la merce rubata.

L’operazione odierna, ha sottolineato in conferenza stampa il comandante provinciale dei carabinieri di Bari, col. Vincenzo Molinese, ha permesso di sgominare una banda “tra le più agguerrite e capaci” dedite agli assalti ai tir. Un fenomeno, quello delle rapine ai mezzi pesanti, che in particolare tra i mesi di settembre e ottobre del 2015 aveva suscitato molto allarme tra gli operatori commerciali, tanto da indurre alcuni fornitori anche a rifiutare di effettuare le consegne per timore di subire rapine.

*Ultimo aggiornamento ore 18
 


 

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