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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca

Reddito di Cittadinanza percepito illegalmente: 109 persone denunciate. Sussidio ottenuto anche da boss della criminalità barese

L'operazione condotta dalle Fiamme Gialle è baresi è denominata 'Veritas'. Sequestrate numerose disponibilità finanziarie, nonchè carte postamat Rdc, utilizzate per prelevare il sussidio

La Guardia di Finanza ha denunciato 109 persone che avrebbero percepito illegalmente il Reddito di Cittadinanza per un ammontare complessivo di 900mila euro. L'operazione condotta dalle Fiamme Gialle è baresi è denominata 'Veritas'. Sequestrate numerose disponibilità finanziarie, nonchè carte postamat Rdc, utilizzate per prelevare il sussidio.

Le indagini sono cominciate individuando persone condannate per reati mafiosi o altri gravi delitti. I dati acquisiti sono stati incrociati con altri estrapolati dalle banche dati in dotazione alla Guardia di Finanza, isolando 109 soggetti residenti nella Citta Metropolitana di Bari e nella provincia BAT da sottoporre ad accertamenti. I controlli sono stati effettuati in sinergia con le competenti Direzioni provinciali Inps. 

Dalle indagini sarebbe emerso che, in violazione della normativa di riferimento, numerosi richiedenti il beneficio (prima o dopo la presentazione della relativa istanza all’Inps) avrebbero omesso di comunicare di essere gravati da una sentenza penale di condanna definitiva, emessa dalla competente Autorità giudiziaria nel decennio precedente, per il reato di associazione di tipo mafioso o per altre fattispecie delittuose connesse ad attività mafiose. Tra gli indebiti beneficiari del “reddito di cittadinanza” è stato individuato un esponente di spicco di un clan attivo nel territorio della provincia Bat, condannato in via definitiva, oltre che per il reato di associazione mafiosa, anche per il tentato omicidio di un affiliato alla fazione criminale opposta.

In altri casi è stato, invece, appurato come i componenti dei nuclei familiari percettori (prima o dopo la presentazione dell’istanza) avessero omesso di comunicare all’Inps. la presenza di un soggetto convivente gravato da siffatti precedenti penali o in stato detentivo. Nello specifico è stata accertata l’illegittima erogazione del beneficio ai conviventi di boss ed esponenti di primo piano della criminalità barese (clan “Capriati” e “Di Cosola”) e di quella attiva nel territorio della provincia di Barletta-Andria-Trani (clan Cannito-Lattanzio”), condannati in via definitiva per il reato di associazione di tipo mafioso, oltre che, in taluni casi, per omicidio, traffico di sostanze stupefacenti e detenzione di armi.
 

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