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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Reddito di Cittadinanza, 42 percettori al lavoro negli uffici della Procura grazie all'accordo con il Comune

Il progetto 'Insieme per la giustizia' nasce dal protocollo firmato questa mattina tra Comune di Bari e Procura: avrà la durata di un anno

I percettori del Reddito di cittadinanza saranno impegnati negli uffici della Procura a partire da novembre. Questo grazie a un Progetto di utilità collettiva (PUC), intitolato 'Insieme per la giustizia', esito del protocollo firmato questa mattina nella Sala Giunta di Palazzo di Città tra il Comune e la Procura della Repubblica di Bari. 

Accanto al sindaco Antonio Decaro e al procuratore della Repubblica Roberto Rossi, all’incontro con la stampa sono intervenuti il vicesindaco e assessore alle Politiche attive del Lavoro Eugenio Di Sciascio, il responsabile della misura Franco Lacarra, il sostituto procuratore Marcello Quercia e il cancelliere Vincenzo Brandi.

Il progetto

A partire da martedì prossimo, quindi, i 42 beneficiari, che saranno in servizio dalle 8 alle 16 ore settimanali in diversi uffici dove non vi siano atti coperti da segreto investigativo, coadiuveranno la struttura sia nella redazione di modulistica utile alle fasi del procedimento in sede dibattimentale, nella formazione di ruoli e calendari, sia nella sistemazione e catalogazione di atti, nella fotocopiatura e scannerizzazione dei documenti e nel trasferimento di fascicoli. Il progetto durerà un anno. 

“In questi giorni i percettori del reddito di cittadinanza nella città di Bari cominciano a svolgere attività utili alla collettività attraverso i PUC - ha dichiarato il sindaco Antonio Decaro -. Dopo il lungo stop dovuto alla pandemia, finalmente prendono avvio i progetti candidati e approvati negli scorsi mesi: qualche giorno fa l’attivazione del PUC con Amtab, oggi la presentazione del progetto di utilità collettiva che impegnerà 42 persone presso la Procura di Bari e nei prossimi giorni prenderanno il via ulteriori progetti con il tribunale e altri uffici giudiziari, con altri enti pubblici e associazioni no profit. Si tratta di iniziative che da un lato ridanno dignità a donne e uomini da tempo fuori dal mercato del lavoro, e dall’altro restituiscono alla collettività dei benefici. Come sindaci abbiamo chiesto al governo di ascoltarci in vista di eventuali modifiche al Reddito di cittadinanza di cui tanto si sta parlando in questi giorni, con particolare riferimento a possibili storture nell’applicazione della misura. Fin qui, devo dire che il Reddito di cittadinanza ha rappresentato un importante sostegno al reddito che ha permesso a tante persone in difficoltà di poter avere un tetto sulla testa e di poter mettere un piatto in tavola. A Bari, nella stessa logica, nel 2014 abbiamo sperimentato i Cantieri di cittadinanza, un’esperienza di politiche attive del lavoro che ha esordito proprio negli uffici della Procura di Bari con il duplice obiettivo del sostegno al reddito e del reinserimento lavorativo dei partecipanti. Una parte dei sindaci chiede oggi proprio questo: che il governo focalizzi l’attenzione sulla possibilità di far svolgere ai percettori del Reddito di cittadinanza attività di carattere formativo per riattivarsi nel mondo del lavoro. Il sostegno al reddito, infatti, funziona, ma la norma non riesce ancora a dare uno sbocco lavorativo successivo, perché la procedura del Reddito di cittadinanza non si è pienamente concretizzata”.

“Questo progetto è frutto di un’intesa con l’amministrazione comunale per il raggiungimento di obiettivi comuni che viene da lontano - ha proseguito Roberto Rossi -. Attraverso i progetti realizzati in passato, come i Cantieri di Cittadinanza e RED, le persone coinvolte hanno vissuto un’esperienza formativa e di contributo all’attività della Procura che si è rivelata molto positiva per tutti ed è per questo che abbiamo pensato a questo progetto che, dopo la sospensione dovuta alla pandemia, finalmente è pronto a partire. Credo che sentirsi utili all’interno di un contesto lavorativo sia fondamentale per restituire fiducia a quanti, disperati dopo tanti anni di inattività, magari non pensavano di poter avere un’altra opportunità. Lo dico alla luce dei risultati dei precedenti progetti, al termine dei quali sia il personale della Procura sia i beneficiari della misura erano al contempo soddisfatti per quanto realizzato e dispiaciuti di dover concludere la collaborazione, che si è rivelata inoltre molto utile all’utenza. Un lavoro prezioso per tutti, anche in termini di riduzione dei tempi di attesa per il pubblico nel disbrigo di pratiche o nella ricezione dei fascicoli. Per questo ringrazio il sindaco, l’amministrazione e tutti coloro i quali hanno lavorato per rendere possibile l’avvio di questo progetto che dimostra come la collaborazione istituzionale possa essere vincente”. 

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