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Redentore pedonale, il 'Comitato del no' torna a chiedere chiarezza: "Sulla questione sicurezza nessuna risposta"

In una nota il comitato che riunisce i residenti contrari alla chiusura alle auto torna a sollevare dubbi sul progetto, denunciando l'assenza di dialogo con l'amministrazione comunale

Il Comitato dei residenti contrari alla pedonalizzazione di piazza Redentore torna ad interrogare l'amministrazione comunale, chiedendo risposte chiare sulle questioni sollevate dal comitato relativamente al progetto di chiusura alle auto. Ad offrire lo spunto, un incontro sul tema della legalità che si è tenuto nei giorni scorsi presso la parrocchia del Redentore.  Di seguito la nota diffusa dal Comitato:

"Domenica sera alcuni componenti del Comitato hanno partecipato come ascoltatori al dibattito sulla legalità tenutosi presso l'Oratorio del Redentore. Durante questo incontro - dove peraltro sono emersi diversi spunti interessanti - Stefano Fumarulo (Direttore Puglia Sicurezza) ha precisato che installare telecamere per contrastare il rischio sicurezza non serve a nulla, se non a certificare il crimine; inoltre ha asserito che per combattere l'illegalità si deve intervenire sul tessuto sociale. Questi due punti sono stati più volte espressi dal comitato ai diversi componenti dell' amministrazione comunale  senza peró ottenere alcuna ragionevole e sensata reazione.

La presentazione dell'albero della legalità davanti al Redentore,donato da terzi e peraltro transennato per evitare razzie vandaliche,  e l'imminente apertura del mercatino natalizio a partire dal 20 dicembre prossimo a cura della scuola  San Giovanni Bosco palesemente rappresentano un'evidente staticità della stessa amministrazione che, dopo quasi 6 mesi dall'avvio del progetto di realizzazione di questa grande piazza finalizzata ad una migliore vivibilità e socializzazione dei residenti, non ha avvertito minimamente l'obbligo di dare alle parole una conseguenza pratica.

L'assessore Romano ha affermato che l'amministrazione ha rioccupato la piazza in tante situazioni, con la cultura e l'aggregazione,soprattutto dopo aver chiesto, a suo dire, ai bambini  come avrebbero voluto vivere la piazza .... Noi non sappiamo in quale piazza di solito vada l'assessore, ma certamente non in quella del Redentore che dopo la chiusura è abbandonata alle deboli iniziative private. Forse sarebbe il caso di prendersi le responsabilità dei propri atti ed ammettere la propria incapacità ovvero se così non fosse almeno di non perdere o cedere un altro spazio all‘illegalità. Buon lavoro signor Sindaco".
 

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